2 giu 2010

Sabato 22 Maggio 2010 la nostra chiesa ha avuto il piacere di celebrare una bellissima festa battesimale.
Sei anime hanno scelto di donare la loro vita a Gesù, accettandolo come loro Salvatore.

Sono scesi nelle acque battesimali Onofrio Mongelli e Gabina Donayre una coppia sposata da diversi anni, Silvia Plasencia mamma di due ragazzi che frequentano da tempo la nostra comunità, Emil Stanescu, Ala Boreico, Adriana Balan giovani che nell’ultimo anno hanno partecipato attivamente alle attività della chiesa, soprattutto a quelle organizzate dal gruppo giovani.

Come comunità vogliamo dare a questi fratelli e a queste sorelle il benvenuto nella grande famiglia di Dio dedicando loro un versetto tratto dal libro dei Salmi al capitolo 119:105: “La tua parola è una lampada al mio piede e una luce sul mio sentiero”.

Fiori

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scritto da Dipartimento Comunicazioni  |  (0) Commenti

Sabato 8 maggio, a distanza di un anno esatto dalla prima cerimonia battesimale organizzata dalla chiesa avventista di Padova presso la Casa di reclusione “Due Palazzi”, si terrà il battesimo del detenuto L. D. F., alla presenza dei 12 volontari avventisti che operano con l’articolo 17, del pastore delle comunità avventiste del distretto di Padova, Franco Evangelisti di Guerrino, e del gruppo di circa 20 detenuti che partecipano agli incontri settimanali della “chiesa in carcere”. “La comunità avventista padovana ringrazia la direzione della casa di reclusione per la disponibilità manifestata nei confronti dell’esercizio di culto svolto dalla comunità nell’ambito della struttura carceraria”, ha affermato Evangelisti.
Nella Chiesa cristiana avventista del 7° giorno, si celebra il battesimo per immersione in acqua di persone consapevoli e coscienti delle loro scelte. Esso è subordinato alla dichiarazione di fede in Gesù e alla manifestazione di un reale ravvedimento, è preceduto infatti dallo studio delle Sacre Scritture e dall’accettazione del loro insegnamento. Il battesimo simboleggia l’unione con il Cristo e il perdono dei peccati. Secondo l’insegnamento contenuto nel Nuovo Testamento, l’acqua della vasca battesimale rappresenta la tomba dove, nel gesto dell’immersione del catecumeno e del suo rialzarsi, il vecchio uomo muore e una nuova persona, consapevole della grazia accordatagli da Dio, risorge a nuova vita. Con il battesimo, solitamente somministrato dal pastore, si entra a far parte della Comunità dei credenti.
A Padova, il battesimo per immersione verrà praticato in una piscina allestita nella palestra dell’Istituto di pena. “Viviamo questa esperienza con una grande gioia, quella di realizzare settimanalmente il messaggio evangelico: ‘Ero in prigione e siete venuti a trovarmi’ (Matteo 25:36). Per il Gesù del Vangelo non ci sono sbarre che possano impedire all’uomo di ricominciare di nuovo a vivere”, ha affermato ancora il pastore Evangelisti. Per la sua festa battesimale L. D. F. ha scelto il motto “Free at last!” (Finalmente libero!). E la libertà è quella vera, perché accompagnata dall’amore incondizionato di Dio che perdona e dà una nuova possibilità.
“Ogni settimana, L. e R. organizzano dei gruppi di studio della Bibbia nelle loro sezioni. Ogni venerdì sera, ricevono lo Shabbat biblico, in preghiera con i loro amici. Questo è un bellissimo messaggio di speranza in un tempo di crisi e di paure”, ha concluso Evangelisti.

La sorgente di informazione di questo post è
http://news.avventisti.it/

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16 giu 2009

Sabato 6 Giugno la nostra comunità ha gioito nel trascorrere, assieme ad amici e familiari, una mattinata del tutto speciale in occasione di una bellissima cerimonia battesimale.

Lo stesso Salvatore Gesù, proprio all’inizio del Suo ministerio pubblico, volle lasciare un esempio a tutti noi immergendosi Lui stesso, l’Agnello di Dio disceso dal cielo per identificarsi col peccatore senza però aver commesso peccato, nelle acque del Giordano e chiedendo così a Giovanni Battista di essere da lui battezzato.

Seguendo le orme del Maestro quattro care anime, il fratello Roman Shevchuk e le sorelle Leshanu Raisa, Milagros Gaspar e Boston Minodora hanno desiderato abbandonarsi al perdono, all’amore e all’abbraccio del Padre Celeste scendendo anch’essi nelle acque battesimali, testimoniando così pubblicamente la propria fede e il vivo desiderio di cominciare una nuova vita camminando, mano nella mano, insieme al Signore.

La comunità, ricolma di emozione e gratitudine, ha preso parte alla cerimonia dando un affettuoso benvenuto ai nuovi fratelli e alle nuove sorelle in Cristo all’interno della grande famiglia di Dio, attraverso anche doni ed omaggi floreali. A rendere ancor più speciale la mattinata le meravigliose melodie preparate dalla corale appartenente alla comunità ucraina e l’emozione letta negli occhi del padre del giovane Roman, il quale ha avuto il privilegio di battezzare lui stesso il figlio.

Sappiamo dalle Scritture che non appena Gesù venne battezzato una voce si udì provenire dal cielo, la dichiarazione del Padre che troviamo nel Vangelo di Matteo, capitolo 3 versetto 17: “Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto”. Come affermato da una grande scrittrice del secolo scorso: “La gloria che riposava su Cristo è un pegno d’amore di Dio per noi. Essa testimonia la potenza della preghiera e dimostra come la voce umana possa arrivare fino a Dio ed essere ascoltata in cielo. La luce divina che si è posata sul capo del nostro Salvatore si poserà anche su di noi quando chiederemo l’aiuto per resistere alla tentazione. La stessa voce che parlò a Gesù dirà anche a ciascuno di noi: “Questo è il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto” (“La speranza dell’uomo”, Ellen G. White, pag.72, edizioni ADV).

scritto da mscuto  |  (0) Commenti

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