La chiesa avventista del capoluogo pugliese è pronta a dare il via, anche quest’anno, a un nuovo interessantissimo tema per il ciclo di incontri-dibattito “La Chiesa avventista ne parla”, patrocinato dal comune di Bari. Il tema è ben rappresentato nel titolo della rassegna: “L’età segreta: adolescenti in fuga e genitori inquieti”.
“Sono quattro gli ospiti in programma che ci faranno capire di più l’intricato mondo dell’adolescenza”, ha spiegato Davide Romano, pastore della chiesa di Bari. Gli incontri si svolgeranno secondo il seguente programma:
- sabato 12 novembre, ore 18.30, “Gli adolescenti e la rete, tra rischi di dipendenza e nuovo modo di percepire la realtà”. Sarà relatore David Martinelli, medico e membro del nuovo ambulatorio “Internet addiction disorder” del Policlinico Gemelli di Roma. L’incontro si terrà
presso la sala “Spazio Giovani” dell’Assessorato alle politiche educative e giovanili del Comune di Bari, in via Venezia, 41.
- domenica 20 novembre, ore 18.30, “C’è una logica nei nostri figli. Conoscerli per capirli, capirli per educarli”. Sarà relatore Domenico Barrilà, psicoterapeuta, ideatore e curatore della collana “Crescere senza effetti collaterali” dell’editrice Carthusia. L’incontro avrà luogo presso la chiesa cristiana avventista del 7° giorno, in via Quasimodo, 68.
- sabato 26 novembre, ore 18.30, “Genitori e figli adolescenti: pensieri ed emozioni tra etica e realtà”. Sarà relatrice Irene Notarbartolo, psicoterapeuta e docente di psicologia della religione presso la facoltà avventista di teologia “Villa Aurora” di Firenze. L’incontro si svolgerà presso la chiesa cristiana avventista del 7° giorno, in via Quasimodo, 68.
- giovedì 8 dicembre, ore 18.30, “Storie di bulli, lolite e altri bimbi…”. Sarà relatrice Marida Lombardo Pijola, autrice del recente libro “Facciamolo a Skuola. Storie di quasi bambini” (Bompiani 2011). Il gruppo di teenager “Compagnon” della chiesa avventista offrirà un recital liberamente ispirato ai testi della dott.ssa Pijola e al testo “Le farfalle non muoiono in cielo” della giornalista Barbara Schiavulli. L’incontro si terrà presso la chiesa cristiana avventista del 7° giorno, in via Quasimodo, 68. L’ingresso è libero. Per scaricare il programma cliccare qui.

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La Chiesa avventista del 7° giorno, quale membro del Gruppo di lavoro interreligioso portoghese, ha partecipato, il 26 ottobre, a un convegno organizzato dal Centro di Bioetica e Infermieristica della Scuola per infermieri S. Francisco das Misericórdias. Il Gruppo di lavoro interreligioso coordina l’attuazione delle leggi sull’assistenza spirituale e religiosa nel Sevizio Sanitario Nazionale. Svoltosi a Lisbona, presso l’auditorium del Banco Montepio Geral, il convegno ha dato l’opportunità alle diverse entità religiose di presentare le loro specifiche interazioni e collaborazioni all’interno del Gruppo. Nel suo intervento di 10 minuti, il past. Artur Machado, che rappresenta la Chiesa avventista nel Gruppo di lavoro, ha parlato dell’importanza della salute nel messaggio avventista, della rete di ospedali e strutture sanitarie che la Chiesa gestisce nel mondo e anche dell’importanza data alla cura spirituale e religiosa attraverso il ministero della cappellania che esiste dal 1875.
“Ogni pastore avventista è chiamato a cooperare in modo responsabile all’attuazione e al successo della legge sull’assistenza spirituale e religiosa”, ha affermato Machado.
L’incontro ha avuto momenti di discussione in cui sono state mostrate le potenzialità di questa legge e i punti deboli nella sua attuazione, evidenziando il ruolo degli infermieri, in prima linea negli ospedali, nel considerare gli assistenti spirituali e religiosi come partner nel processo terapeutico. Dopo l’incontro, vi è stato un momento di dialogo tra i partecipanti delle diverse istituzioni presenti e molti hanno mostrato interesse nel saperne di più sui principi e le prospettive avventisti.
Nel pomeriggio il Gruppo si è recato presso palazzo presidenziale dove è stato ricevuto da Presidente della Repubblica portoghese Anibal Cavaco Silva. Nella riunione, Silva ha sottolineato l’importanza di questo gruppo di lavoro e lo spirito di collaborazione esistente tra tutti i membri. Ha anche evidenziato l’impegno di ogni organismo religioso presente e la volontà di raggiungere l’obiettivo di fornire un’assistenza spirituale significativa a coloro che soffrono.
Al termine dell’incontro, il past. Artur Machado ha donato al Capo dello Stato una copia del libro “Araldi della buona novella” scritto dal past. Ernesto Ferreira, che racconta la storia degli avventisti del 7°giorno in Portogallo.
“La presenza della Chiesa avventista in questo Gruppo di lavoro è il risultato del suo impegno per eliminare i pregiudizi”, ha concluso Machado. “Promuovendo uno spirito di libertà e il dialogo interreligioso che rispetta le differenze e le identità di ogni denominazione, la chiesa vuole cooperare per migliorare la vita di chi ci sta intorno”.

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Il Comitato esecutivo della Divisione Euro Africa (Eud) della Chiesa avventista ha nominato, il 7 novembre, il dott. Liviu Romel Olteanu come nuovo responsabile del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa della Divisione. Oltenau succede a Karel Nowak, scomparso improvvisamente lo scorso agosto. Diretto da Ella Simmons, vice presidente della Conferenza Generale che è l’organismo direttivo mondiale della Chiesa avventista, il comitato ha lavorato insieme con spirito positivo nel considerare tutte le possibilità e condizioni per questa nomina. Liviu Romel Olteanu, nato in Romania, vive in Spagna dal 2000 insieme con la sua famiglia. Olteanu ha conseguito un Master in Teologia Pastorale e uno in Educazione presso la Andrews University, negli Stati Uniti. Presso l’Università di Sibiu, in Romania, ha conseguito la laurea in Giurisprudenza, oltre al diploma in Studi sui Diritti Umani. Attualmente è dottorando in Giurisprudenza presso l’Università di Madrid e dovrebbe concludere gli studi in marzo 2012. Per molti anni è stato il portavoce Aplr in Spagna. È autore di varie pubblicazioni sulla libertà religiosa, l’educazione e i diritti umani. Il Comitato esecutivo Eud ha anche deciso che la nuova sede del Dipartimento Aplr sia a Bruxelles, in Belgio.

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È questa una delle notizie riportante dalla neonata rivista trimestrale online Aiso Magazine dell’Associazione italiana Studi sulle origini (Aiso). L’articolo afferma che, dopo 44 anni, il governo d’Israele ha riaperto al pubblico Qaser el Yahud, meta sacra per i cristiani di tutto il mondo. Si tratta di una decisione storica perché è proprio in questo tratto del fiume Giordano che si trova, a quanto pare, il punto preciso in cui Gesù ricevette il battesimo da Giovanni Battista. Dal 1967 la zona era inaccessibile a causa della guerra e per questo era stata minata. “Ma ora, per decisione del governo israeliano, le mine, il filo spinato e i posti di blocco non ci sono più. E i pellegrini hanno cominciato a tornare”, si legge nel breve articolo di Aiso Magazine. La rivistatratta temi di varia natura, non solo strettamente legati alla creazione ma anche di attualità, scienze, ecc.
Per sfogliarla e leggerla: http://issuu.com/reachitalia/docs/aiso_magazine_0

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Nel mese di novembre, le chiese avventiste del 7° giorno di tutto il mondo dedicano una settimana alla preghiera. Il tema di quest’anno è “La grazia di Dio”. I leader avventisti hanno preparato delle riflessioni giornaliere sui vari aspetti dell’argomento con domande che invitano al dialogo comune. “Con queste letture della settimana di preghiera esploreremo insieme il cuore dell’avventismo: la grazia divina che salva. Tutte le riflessioni tratteranno del santuario quale luogo nel quale la grazia salvifica ha mediato e continua a mediare a nostro beneficio”, ha scritto Ted N.C. Wilson, presidente della Chiesa avventista mondiale, nella sua lettera introduttiva indirizzata ai fedeli. “Il messaggio del santuario non è una disquisizione teologica, ma un viaggio personale lungo il quale scopriamo e capiamo la grazia del Signore”, ha aggiunto. Per sette giorni, le comunità si incontreranno ogni sera per dedicare del tempo alla meditazione della Parola, ma soprattutto alla preghiera. È importante che verso la fine di un anno ciascuno faccia il punto della propria situazione spirituale e, supportato dagli altri membri di chiesa, rafforzi il proprio legame con Dio. “Questo messaggio deve avere un impatto positivo in noi che viviamo in presenza di un Dio che ci ama e ci perdona […] Prego affinché ciascuno di voi, durante queste letture, viva esperienze edificanti”, ha concluso Wilson. Radio Rvs di Firenze ha realizzato, per la rubrica “A tu per tu”, un’intervista al past. Giovanni Leonardi su questa settimana speciale e sul ruolo che svolge la preghiera privata e pubblica nella vita del cristiano. Per ascoltare il programma cliccare qui. Per scaricare il numero speciale de Il Messaggero Avventista contenente le riflessioni della Settimana di Preghiera cliccare qui.

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Il censimento che in questi giorni l’Istat sta portando a termine, così come i precedenti, dovrebbe riportare una fotografia fedele dell’Italia attuale. Questa immagine dovrebbe essere fedele alla realtà, quantomeno ad una realtà “statistica”, cioè quale emerge da una mole di dati immensa. Sicuramente il risultato di questa fotografia ci farà riflettere e forse ci turberà, scuotendo certezze e stereotipi. Ma questo non potrà avvenire nel campo degli studi teologici, perché per l’Istat l’unica istituzione educativa in grado di dare titoli universitari in teologia è la Pontificia Università Gregoriana. Infatti, compilando online il formulario completo, nella sezione dedicata agli studi, qualora si fosse conseguito un titolo post-secondario in teologia, l’unica scelta possibile per indicare la propria alma mater è “Università Gregoriana”. Per l’Istat quindi non solo non esistono le altre prestigiose istituzioni teologiche riconosciute dalla Santa Sede, ma men che meno esistono la Facoltà valdese di teologia, l’Istituto avventista di cultura biblica o i Collegi e le Scuole rabbiniche, tutte istituzioni educative teologiche che rilasciano titoli post-secondari riconosciuti dallo Stato italiano.
I vertici dell’Istat interpellati in merito non hanno ritenuto di dover rispondere, mentre gli operatori che rispondono alla email dedicata all’assistenza hanno pilatescamente rassicurato i compilatori che se anche la risposta “Università Gregoriana” non è corretta “magari però è quella che si avvicina di più alla Sua formazione” e che quindi “anche se non è la risposta che Lei vorrebbe selezionare non incorrerà in nessuna sanzione”.
Così alla fine del censimento l’Istat disporrà di un dato, quello sulle istituzioni di formazione teologica, che nella migliore delle ipotesi sarà inutilizzabile perché non corrispondente alla realtà e che non ci aiuterà a farci un’idea più precisa dell’Italia com’è e non come si pensa che sia o che dovrebbe essere. Peccato!

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In seguito all’annuncio della fine delle violenze perpetrate per più di 50 anni dall’Eta in Spagna, Bruno Vertallier, presidente della Regione europea della Chiesa avventista del 7° giorno, ha espresso approvazione per il raggiungimento di questo obiettivo. “La Chiesa avventista in Europa gioisce insieme con la nazione spagnola”, ha dichiarato Vertallier. “Dopo tanti anni di sfide e insicurezza interna, l’Eta ha deciso di promuovere la pace e salvare, in questo modo, preziose vite umane”, ha continuato, plaudendo alle persone coraggiose, di entrambe le parti, che hanno reso possibile questa decisione in favore della pace. L’Eta, acronimo delle parole basche Euskadi Ta Askatasuna che significano “Paese basco e libertà, era un’organizzazione armata basca separatista e nazionalista che promuoveva la cultura tradizionale con l’obietti vo di raggiungere l’indipendenza. Questo gruppo paramilitare era un’organizzazione terroristica fuorilegge che per oltre 50 anni ha perpetrato atti di violenza. Il 20 ottobre scorso, l’Eta ha annunciato la cessazione definitiva della lotta armata.
“In un anno pieno di agitazioni, violenze e guerre, in cui migliaia di esseri umani hanno perso la vita per difendere la pace e la libertà, la fine della violenza armata da parte dell’Eta in Spagna è estremamente significativa”, ha dichiarato Vertallier. Questa notizia è resa ancora più positiva dopo l’annuncio del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, della fine della guerra in Iraq, e dopo quello della cessazione dei conflitti in Libia.
Tuttavia, le immagini a cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni sulla cattura e l’esecuzione di Muammar Gheddafi, invitano tutte le parti a impegnarsi in un dialogo costruttivo in modo da ristabilire la riconciliazione in Libia. “Gli avventisti del 7° giorno non credono nel conflitto armato e nella violenza come mezzi per ottenere il rispetto dei propri diritti”, ha affermato Bruno Vertallier. “Esortiamo coloro che sono chiamati a sedersi al tavolo delle trattative a usare il buon senso per trovare mezzi pacifici e democratici e, soprattutto, per difendere il valore della vita umana”, ha concluso.

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Si è tenuta oggi, 27 ottobre, presso la Sala stampa della Camera dei Deputati, la conferenza stampa di presentazione della X Giornata del dialogo cristiano-islamico. Sono circa 200 le associazioni e le comunità religiose cristiane e islamiche che quest’anno vi hanno aderito, il doppio rispetto all’edizione precedente. Il tema scelto è “Dialogo, pluralismo, democrazia: il nostro comune orizzonte”, e parte dalla riflessione sulle rivoluzioni in atto nel mondo arabo-islamico e sulla necessità che esse abbiano come base il dialogo fra persone e popoli.
Organizzata dalla rivista Confronti e moderata dal suo direttore Gian Mario Gillio, la conferenza stampa ha beneficiato degli interventi di Giovanni Bachelet, deputato Pd e membro della commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera; Lucio Malan, senatore Pdl e segretario della presidenza del Senato; Raffaele Volpe, presidente dell’Unione delle chiese evangeliche battiste d’Italia (Ucebi); l’ambasciatore Mario Scialoja, per la Grande Moschea di Roma; Alessandro Ahmad Paolantoni, per l’Unione delle comunità islamiche in Italia (Ucoii); Dora Bognandi, per la Chiesa cristiana avventista del 7° giorno; Tommaso Fulfaro, segretario dell’associazione Articolo 21; Giovanni Sarubbi, direttore de Il dialogo; Gianni Novelli, del Centro interconfessionale per la pace (Cipax).
Sulla Giornata e sul rapporto tra cristiani e musulmani, Notizie Avventiste ha rivolto alcune domande a Dora Bognandi, direttore associato nazionale del Dipartimento Affari pubblici e libertà religiosa della Chiesa avventista.

Notizie Avventiste:Tra gli organismi che hanno sottoscritto l’adesione alla Giornata del dialogo cristiano-islamico c’è anche l’Aidlr (Associazione italiana per la difesa della libertà religiosa)di cui lei fa parte. Perché è stata istituita questa Giornata?
Dora Bognandi: La Giornata del dialogo cristiano-islamico è stata istituita all’indomani dell’11 settembre 2001, quando in tutto il mondo si è diffusa la paura per il terrorismo islamico. Sono trascorsi 10 anni e da allora ogni 27 ottobre si celebra in tutta Italia questa Giornata per approfondire i rapporti fra le due realtà e costruire un dialogo sempre più proficuo. Infatti, il tema scelto per quest’anno è: “Dialogo, pluralismo, democrazia: il nostro comune orizzonte”.

N. A.:È possibile quantificare la presenza degli islamici in Italia?
D. B.: L’islam è la seconda confessione religiosa in Italia: 1.355.000 immigrati di fede islamica, più gli autoctoni convertiti e coloro che hanno acquisito la cittadinanza. In tutto, circa il 2,5 per cento della popolazione italiana è musulmana, contro una media europea del 4 per cento con punte del 6,5 per cento in Francia e 6,1 per cento in Olanda. Ci sono, in Italia, 764 sale di preghiera, mentre 15-20 anni fa erano una trentina. Il fenomeno è quindi in espansione.

N. A.:C’è da preoccuparsi?
D. B.: Influenzati da servizi mass-mediatici, si è diffuso un pregiudizio molto grave nei confronti di tutti gli islamici e dimentichiamo che vi sono musulmani provenienti da molte parti del mondo che praticano l’islam in maniera molto diversificata. Qualcuno ha voluto promuovere l’equazione islam uguale terrorismo e, così facendo, fa un grave torto a milioni di persone che non hanno assolutamente nulla a che fare con il terrorismo. Il rapporto 2010 dell’Unione Europea sugli attentati terroristici rivela che nel 2009, su 400 attentati menzionati, solo uno era stato compiuto da terroristi islamici.

N. A.:Che cosa bisognerebbe fare?

D. B.: Prima di tutto, mettere da parte i pregiudizi reciproci: i nostri verso tutti i musulmani e i loro verso tutto l’Occidente. Dobbiamo poi insistere presso i nostri legislatori affinché emanino leggi eque per governare il fenomeno immigrazione in genere e non continuare a rimandare i provvedimenti. Quali sentimenti positivi può avere un giovane verso l’Italia dove è nato e dove ha studiato fino alla maggiore età ma che si vede espulso perché non gli è stata data la cittadinanza e perché non è riuscito a entrare nel mondo del lavoro? Quali sentimenti positivi possono avere oltre un milione di persone che trovano enormi difficoltà per andare a pregare? Dobbiamo anche lavorare con convinzione affinché si arrivi all’interazione, cioè a lavorare tutti assieme per il bene comune. E sappiamo bene che c’è t anto bisogno di una società pacificata e sana.

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In questi giorni siamo stati tutti presi dalle notizie che si susseguivano dalla Libia ed è così passata quasi inosservata una notizia positiva: i guerriglieri dell’Eta hanno annunciato la fine della lotta armata.
Condividiamo la dichiarazione ufficiale del past. Jesús Calvo, presidente dell’Unione avventista spagnola perché questo è un evento storico e non soltanto per la Spagna. “Stiamo vivendo alcuni eventi, in tutto il mondo, che ci meravigliano, come la liberazione della Libia, la fine dell’Eta, la dichiarazione di Obama per quanto riguarda la fine della guerra in Iraq, e così via”, ha scritto Corrado Cozzi, direttore del Dipartimento Comunicazioni della Chiesa avventista nella regione europea.
In televisione, abbiamo visto come l’uomo può essere molto violento nei confronti dei suoi simili:la dura ed efferata battaglia nei confronti dell’intera famiglia Gheddafi; la cattura e la barbara uccisione del Colonnello. Possiamo comprendere lo stato d’animo dei libici che da anni sopportavano vessazioni e soprusi, ma come cristiani non possiamo accettare che la violenza sia usata per combattere la violenza. In quanto cristiani, siamo chiamati a difendere la vita umana e non ad annientarla, anche se abbiamo dovuto subire per tanto tempo. Gesù ci insegna il rispetto per gli altri e per la vita in tante parabole e insegnamenti biblici. Che il Signore possa perdonarci per la malvagità che a volte anima i nostri cuori e che possa soprattutto agire nei cuori di coloro che dovranno governare la Libia dopo anni di terrore.
Non sarà un compito facile, lo sappiamo, ma confidiamo nell’intervento di Dio per aiutare e salvaguardare i credenti anche in quel paese.
Sappiamo di avventisti che stanno abbastanza bene, non hanno subito nulla, ma non possono ancora riunirsi insieme per pregare e svolgere i servizi religiosi. Anche questo aspetto deve essere oggetto delle nostre preghiere. Preghiamo per la Libia, perché si arrivi a una vera libertà e al rispetto verso tutti, anche verso le minoranze religiose; preghiamo per i credenti nel paese, che possano vivere liberamente la propria fede in armonia con i loro vicini.

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Anche in Italia si celebra oggi, 20 ottobre, la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi. Nella penisola sono organizzati, per tutto il giorno, convegni e incontri che fanno il punto su questa diffusa malattia delle ossa e, grazie all’impegno dell’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, tanti ospedali sono aperti per fornire consulenze mediche ed esami gratuiti. La parola d’ordine è: prevenzione. Seguendo un giusto stile di vita, una corretta alimentazione e una regolare attività fisica, è possibile prevenire e combattere efficacemente questa malattia degenerativa delle ossa che interessa soprattutto le donne oltre i 50 anni.
In concomitanza con questa giornata, le Edizioni Adv di Firenze presentano il nuovo libro della dottoressa Lidia La Marca: Osteoporosi. Buone notizie. Si tratta di una guida per rispondere a dubbi e pregiudizi sulla prevenzione delle fratture ossee. Presenta quelli che sono considerati i miti alimentari e conduce alla scoperta dei cibi più salutari. Per mantenere nel tempo la resistenza delle ossa, riscopre e propone i rimedi naturali: sole, esercizi, piante medicinali.
L’autrice, Lidia La Marca, è medico ginecologo, vive a Bologna dove si è laureata ed è attiva da molti anni nel campo della prevenzione. Ha fondato negli anni Ottanta, insieme ad altri specialisti, la Cooperativa Medica Agorà che ha elaborato e realizzato numerosi progetti in ambito sociosanitario (indagini sul territorio, educazione alla salute, corsi per operatori sanitari). Collabora con il mensile Vita & Salute. Per maggiori informazioni sul libro: Edizioni Adv, tel. 055/2326291 – [Clicca qui per ingrandire la foto e leggere la recensione]

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Tramonto

  • Oggi il sole tramonta alle ore 18:32

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Incontri e Riunioni

Incontri di preghiera
Gli incontri di preghiera settimanali sono ripresi, ogni martedì sera alle ore 19.30. Se sei impossibilitato a partecipare, scriverci, saremo felici di poter pregare per te.