Archivio della Categoria 'Riflessioni'

Puoi immaginare cosa succederebbe se noi trattassimo la Bibbia nel modo in cui trattiamo il nostro telefono cellulare?

… se noi trasportassimo la Bibbia nella nostra 24 ore, nella borsetta, appesa alla cintura, o nel taschino della nostra giacca?
… se le dessimo un colpo d’occhio molte volte nella nostra giornata?
… se tornassimo sui nostri passi per cercarla, dopo averla dimenticata a casa o in ufficio?
… se l’utilizzassimo per mandare dei messaggi ai nostri amici?
… se la trattassimo come se non potessimo vivere senza di lei?
… se la regalassimo ai nostri figli, per essere sempre in contatto con loro?
… se la portassimo con noi in viaggio, nel caso in cui avessimo bisogno di aiuto?
… se la aprissimo immediatamente in caso di pericolo?
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mano nella mano“O voi tutti che siete assetati, venite alle acque, e voi che non avete danaro venite, comprate, mangiate! Venite, comprate senza danaro, senza pagare, vino e latte!” Isaia 55:1

La descrizione della Gerusalemme futura, la città simbolo del regno di Dio, segno dell’umanità  rinnovata e dell’avverarsi del disegno di Dio, porta il profeta a rispondere ai più urgenti bisogni presenti. La povertà di molti, la miseria e la fame in momenti drammatici nella storia di Israele,  la solitudine amara della deportazione, sono elementi che illustrano l’intervento di Dio e descrivono la diversità della nuova vita che attende quelli che si affidano a Dio.

Il debole e il povero saranno come tutti gli altri, perchè Iddio sarà con loro. La speranza è un invito a rivolgersi a Dio, a cercare in lui e secondo la sua volontà la soluzione ai problemi umani: Dio è sempre disponibile, Dio è sempre pronto ad accogliere l’uomo e a soddisfare le sue esigenze, e a soddisfarle in abbondanza.

Ma la fame e la miseria materiale sono anche un segno di un’altra fame e di un’altra necessità ancora più profonda e più impellente che tormenta l’animo umano.
E’ in questa miseria e difficoltà materiale che versa spesso la maggior parte dell’umanità e che desta scandalo per la forte sperequazione di situazioni in rapporto a chi vive nella abbondanza, è un elemento che sembra inevitabile e rende rassegnata molta gente.

Invece, la parola di Dio annuncia che questo stato di cose non è definitivo, anzi è sbagliato e deve e può essere superato. Il progetto di Dio sull’uomo non è un progetto di miseria e di fame nè di sofferenza, ma un piano di amore e di gioia.

Per questo Iddio si è fatto uomo. E’ il desiderio dell’infinito, dell’eterno, della pace interiore e della gioia profonda che permane anche nei momenti più neri e più duri della vita.

La speranza afferma che questo non è un sogno pazzo, nè una alienazione, ma è il dono di Dio: il dono che Iddio offre a tutti gli uomini alla sola condizione di affidarsi a lui.

E tu? Senti bisogno di questo dono? Vuoi affidare la tua vita a Gesù?

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« Perciò il Signore, l’Eterno degli eserciti, il Potente d’Israele, dice: …. E ti rimetterò la mano addosso, ti purgherò delle tue scorie come colla potassa, e toglierò da te ogni particella di piombo. 26 Ristabilirò i tuoi giudici com’erano anticamente, e i tuoi consiglieri com’erano al principio. Dopo questo, sarai chiamata ‘la città della giustizia’, ‘la città fedele’. Sion sarà redenta mediante la rettitudine, e quelli che in lei si convertiranno saranno redenti mediante la giustizia» – Isaia 1:24-27

Ieri come oggi, il peccato non resta nascosto ed appaiono le gravi mancanze di chi dovrebbe essere “maestro d’Israele”; e dovrebbe manifestare con la sua condotta che la parola di Dio è vera e la sua legge è possibile e utile alla vita umana.

Di fronte al peccato dei capi, è facile la sfiducia, il senso di frustrazione, come se si fosse stati ingannati personalmente: è forte la tentazione di abbandonare la fede, di rifiutare la propria adesione a un popolo, a una chiesa che manifesta non la giustizia ma il peccato.

La speranza aiuta a continuare a vivere fedelmente al Signore e a riprendere per conto proprio quella conversione che non si arresta mai e dalla quale solo viene la salvezza.

La speranza fa vedere che si cerca Iddio e non le persone e che Dio si fa garante della Sua verità e della fede di chi crede in Lui.

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« Come mai la città fedele è ella diventata una prostituta? Era piena di rettitudine, la giustizia dimorava in lei, ed ora è ricetto d’assassini! Il tuo argento s’è cangiato in scorie, il tuo vino è stato tagliato con acqua. I tuoi principi sono ribelli e compagni di ladri; tutti amano i regali e corrono dietro alle ricompense; non fanno ragione all’orfano, e la causa della vedova non viene davanti a loro…..» – Isaia 1:21-24

E’ compito del profeta, che parla dell’amore di Dio, richiamare il popolo ala sua vera realtà di credente e di alleato del Signore. L’immagine spesso usata dell’adulterio indica la mancanza di fedeltà da parte d’Israele verso Dio col quale è unito da una solenne alleanza..
Ma sempre dopo la denuncia e la condanna c’è la riproposta del perdono di Dio e dell’alleanza da rinsaldare con lui.

La speranza riporta a considerare il rapporto con Dio, la sua presenza che non abbandona il popolo che si è scelto, ma che lo giudica aspramente e lo riconduce alla verità e al pentimento.

La Speranza dà coraggio per continuare a vivere nella piena fedeltà al Suo progetto.

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Così la fede viene da ciò che si ascolta, e ciò che si ascolta viene dalla parola di Cristo. Romani 10:17 (Nuova riveduta)

L’allontanamento di Miller dal deismo non significava certo il sue essere eccitato ed emozionato nel divenire un Cristiano.

Bibbia

Ma egli cominciò a frequentare la chiesa, almeno quando gli andava di farlo.
Il punto di svolta successivo nella sua vita fu’ nel Maggio del 1816 quando si scoprì a nominare il nome di DIO invano. Aveva preso quest’abitudine quando si era arruolato nell’esercito, ma era convinto che questo fosse sbagliato.
Quest’abitudine può sembrare insignificante a molte persone, ma il tema della religione aveva scosso la mente di Miller per diverso tempo. Tutto questo sfociò in una profonda crisi nella sua vita.
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scritto da webmaster  |  (0) Commenti

“Se un uomo riesce a guadagnare anche il mondo intero, ma perde la vita, che vantaggio ne ricava?”
Marco 8:36 TILC

Qual’è la domanda più importante che ti sei mai posta?
Quand’ero bambino, la domanda più importante che mi ponevo era dove potevo trovare i soldini sufficienti per un gelato. Una domanda che ho sentito fare è: “Ti piacerebbe rivivere la tua vita?” Certo! Ma farei molte cose in modo diverso.
No! Non è questa la domanda, saresti disposto a rivivere la tua vita, esattamente come l’hai vissuta? Senza alcun cambiamento, con tutte le gioie, ma anche con tutti i dolori. Lo faresti?
In modo quasi inevitabile, più la persona è avanti con gli anni ed ha visto passare gli anni, più
facilmente risponde: “Per nessuna ragione!”
Se la vita non è degna di essere vissuta di nuovo, lasciatemi affermare che la sfida più grande
è quella di accettare il piano di Dio e prepararci per la vita eterna.
Se riuscissi persino ad accumulare due milioni di euro ma fossi poi escluso dalla salvezza finale,
a cosa mi sarebbe valso il tutto? Forse sarebbe stato meglio che non fossi mai nato.
E’ questa la domanda più importante alla quale sono chiamato a rispondere ora.
Niente è più importante.
Aiutami Signore a rispondere col Tuo aiuto.

scritto da fmosca  |  (0) Commenti

Gesù è unico in confronto a tutti quelli che sono esistiti sulla terra. Egli non aveva un padre terreno. Eppure, Suo Padre sapeva bene quando Egli naque e da chi. Sappiamo questo perchè la Sacra Bibbia ci dice che un Angelo del Signore apparse a Giuseppe e Maria, per annunciare loro cosa Dio già sapeva. Quando Gesù nacque non si scrissero documenti ufficiali relativi a questo evento, spesso la storia di famiglia veniva tramandata oralmente e per lo più nello stesso modo di Matteo 1:1-17.

Genealogia di Gesù Cristo, figlio di Davide, figlio di Abraamo. Abraamo generò Isacco; Isacco generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuda e i suoi fratelli; Giuda generò Fares e Zara da Tamar; Fares generò Esrom; Esrom generò Aram; Aram generò Aminadab; Aminadab generò Naasson; Naasson generò Salmon; Salmon generò Boos da Raab; Boos generò Obed da Rut; Obed generò Iesse, e Iesse generò Davide, il re.
Davide generò Salomone da quella che era stata moglie di Uria; Salomone generò Roboamo; Roboamo generò Abia; Abia generò Asa; Asa generò Giosafat; Giosafat generò Ioram; Ioram generò Uzzia; Uzzia generò Ioatam; Ioatam generò Acaz; Acaz generò Ezechia; Ezechia generò Manasse; Manasse generò Amon; Amon generò Giosia; Giosia generò Ieconia e i suoi fratelli al tempo della deportazione in Babilonia.
Dopo la deportazione in Babilonia, Ieconia generò Salatiel; Salatiel generò Zorobabel; Zorobabel generò Abiud; Abiud generò Eliachim; Eliachim generò Azor; Azor generò Sadoc; Sadoc generò Achim; Achim generò Eliud; Eliud generò Eleàzaro; Eleàzaro generò Mattan; Mattan generò Giacobbe; Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.
Così, da Abraamo fino a Davide sono in tutto quattordici generazioni; da Davide fino alla deportazione in Babilonia, quattordici generazioni; e dalla deportazione in Babilonia fino a Cristo, quattordici generazioni.”

Il Nostro Padre Celeste sa precisamente quando siamo nati, e dove, ma Egli si focalizza su cosa noi possiamo diventare mentre camminiamo in questo mondo – e non sul nostro pedigree.. Per Dio, quando, dove e da chi siamo nati non è mai stato il Suo principale obiettivo.

Il genere umano, per una ragione o l’altra, si focalizza sulla geneaologia – per il mondo, il pedigree di una persona è molto importante. Le famiglie impiegano ore cercando di provare la loro discendenza da un antico re. Per Dio, lo studio delle radici di una persona sono insignificanti. Tutti quelli che vogliono trovare un Re nel loro pedigree devono accettare il Re dei Re nella loro vita. Le tradizioni che sono importanti per gli uomini, non interessano Dio. La Bibbia ha molte lezioni sulle trappole di quelli che ciecamente seguono la tradizione.

Il Natale celebra la nascita del Salvatore. Ogni anno le fede dei Cristiani è sfidata da coloro che vogliono farci credere che la vita di Gesù è una menzogna. Coloro che scelgono di negare che il Cristo è il Messia reclamano che Egli non aveva tutti i requisiti delle profezie. Non è una novità, anche al tempo di Gesù la gente Lo rifiutava. Ma la loro logica non regge. Essi reclamano che Gesù non sia nato il 25 Dicembre, e sono veloci a spiegare che la data rappresenta una tradizione pagana. Questo è vero, la data in questione proviene da una tradizione pagana, ma è evidente che la data non trova alcun interesse nell’obiettivo di Dio. Il nostro obiettivo deve essere l’umile nascita del Re, non il mese e il giorno.

Alcuni critici segnano a Marzo la reale data della nascita di Cristo. Altri dicono che sia avvenuta a Settembre, mentre altri ancora a Ottobre – tutti credono che trovare la data esatta della Sua nascita dia in qualche maniera un “bollo di validità” al nostro Salvatore. Dio credeva che non avevamo bisogno di sapere niente di più di Gesù che non il fatto che venne sulla terra per salvarci. Per questo non dovrebbe essere una sorpresa scoprire che l’obiettivo principale riguardo a Gesù è che Egli era nato, non quando. Se l’esatta data della Sua nascita fosse stata significativa, essa insieme all’ora sarebbero state scritte nella Bibbia. Il solo fatto che questa data sia assente dalla Bibbia, non significa che Gesù non sia esistito.

Quando Gesù verrà a rivendicare i membri della Sua Chiesa, Egli non chiederà, “Quando sei nato?”. Neppure chiederà, “Dove sei nato?” Ma, certo, chiederà, “Sei rinato, e credi in me?” Perciò, non importa se sei rinato all’età di 18, 21, 31 o 45 anni, o una qualsiasi altra età e data. Il fatto di essere rinati e che tu hai accettato Gesù come tuo Salvatore, deve essere il tuo obiettivo. Poiché Egli è nato, noi viviamo.

preso e tradotto da “Devotional Messages” del sito 3abn.org
Daniele Santarcangelo
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«Essi saranno miei, nel giorno che io preparo, saranno i miei gioielli particolari», dice il SIGNORE degli eserciti; «io li risparmierò, come uno risparmia il figlio che lo serve.” Malachia 3:17

Una delle accuse che satana ha propagato contro Dio è che Lui è egoista. Satana voleva ciò che Dio aveva e quando non l’ha ricevuto l’ ha accusato di pensare solo a se stesso.
Troviamo dei versetti nella Bibbia come Aggeo 2:8 nel quale il profeta afferma:”Mio è l’argento e mio è l’oro, dice il Signore degli eserciti.”
La ragione per la quale Dio afferma che tutto appartiene a Lui è perché Egli fa. Egli ha creato ogni cosa incluso noi, noi siamo solo delle creature. La terra è Sua, ma c’è una cosa che non è Sua. Noi non siamo tutti Suoi.Egli ci ha offerto la libertà di scegliere; l’unico modo per poter dire che siamo Suoi è di scegliere di essere Suoi.

C’è una promessa nel testo proposto per oggi che saremo i Suoi gioielli particolari.
Sei uno di questi gioielli oggi? Hai fatto questa scelta?

Past. Francesco Mosca

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“bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perché bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo.” 1 Corinzi 10:4

Studiando il simbolo della roccia attraverso la Bibbia si scopre che è un simbolo di Gesù Cristo. Nel cammino di Israele nel deserto troviamo Mosè che colpisce la roccia nel deserto. Il testo odierno afferma che la roccia era Cristo.

Gesù stesso usa l’analogia della roccia e parlò della necessità di costituire sulla roccia e non sulla sabbia.
Paolo afferma che non possiamo mettere un altro fondamento se non quello che è già stato posto cioè Gesù, la pietra angolare.

Isaia 8:13-15 riporta che il Signore sarebbe stato una pietra d’inciampo.

Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno rifiutata è diventata pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa meravigliosa agli occhi nostri”? Perciò vi dico che il regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato a gente che ne faccia i frutti. Chi cadrà su questa pietra sarà sfracellato; ed essa stritolerà colui sul quale cadrà». Matteo 21:42-44

A ciascuno di noi è offerta oggi una possibilità di scelta. Sceglierai di inciampare nella roccia o farai in modo che la Roccia cada su di te?
Se cerco di vivere una vita buona attraverso i miei sforzi e non so veramente cosa voglia dire credere in Lui per la Salvezza in tutti i suoi aspetti allora inciamperò sulla roccia. Solo permettendo alla roccia di spezzarmi, mi rendo veramente conto che non ho più le mie forze, allora non mi resta che aggrapparmi a Gesù e vivere in comunione con Lui.

Past. Francesco Mosca
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“Al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto e che non cadrà sotto il dominio d’un altro popolo. Spezzerà e annienterà tutti quei regni, ma esso durerà per sempre” Daniele 2:44

Cosa prenderesti se ti fosse offerto di scegliere fra l’oro e una pietra ? A prima vista sembrerebbe l’oro la scelta migliore.

Ma Dio vede le cose in modo diverso da noi. La pietra che si stacca dalla montagna senza opera di mano, viene scelta per rappresentare Gesù.

L’oro, l’argento, il bronzo e l’argilla invece svaniscono e se ne perde traccia. Vengono rotti in pezzi e diventano come paglia e sono portati via.

I regni di questo mondo scompaiono e non ci sono più e tutto ciò a cui l’uomo da valore agli occhi di Dio è visto senza alcun valore.

“Ma al tempo di questi re, il Dio del cielo farà sorgere un regno, che non sarà mai distrutto …. ma esso durerà per sempre”

Signore aiutami fin d’ora ad essere parte di quel regno che Tu vuoi già costruire nel mio cuore.

Past. Francesco Mosca
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