Archivio della Categoria 'News'
Vivere secondo giustizia in rapporto a Dio, nel mondo in cui viviamo, fortemente modificato nei valori, rispetto al passato anche recente, richiede coraggio e uno stile di vita che abbia come unico riferimento morale e relazionale la persona di Gesù, artista della comunicazione. Egli è l’espressione ultima della volontà di Dio che ci dà la possibilità di muoverci nei meandri delle relazioni umane con integrità, rettitudine e trasparenza.
La trasparenza è una parola attraente e dall’ampio significato; si lega a franchezza, integrità, onestà, correttezza, rettitudine, chiarezza, apertura, rispetto, senso di responsabilità e a tante altre cose che ci permettono di rapportarci correttamente agli altri. Pertanto, la trasparenza non ha nulla a che fare con l’omertà, l’oscurità, l’opacità, la segretezza, la disonestà, l’immoralità, con il nascosto.
Essere trasparenti non significa essere maleducati, parlare a sproposito, essere vendicativi, ma esprimersi correttamente offrendo la propria valutazione senza esprimere giudizi di condanna, promuovendo una sana dialettica tesa a consolidare i rapporti umani e a trovare soluzioni adeguate a fatti e aspetti della vita familiare ed ecclesiale che hanno bisogno di essere migliorati o qualificati. Maggiore è la trasparenza, meno probabilità ci sono che disinformazione, pettegolezzi, ecc. “riempiano il vuoto”. In altre parole quando non c’è trasparenza si crea un vuoto che viene riempito dai pregiudizi e dall’opinione personale.
Parlare chiaro, con giustizia, è un esercizio particolarmente audace perché implica riconoscere i propri sbagli con le relative conseguenze. Molti preferiscono tacere, rimanere nell’opacità, piuttosto che essere trasparenti, assumendosi le proprie responsabilità. Altri vivono nel silenzio per paura di essere censurati, isolati, emarginati; oppure si assoggettano facendo finta di essere d’accordo pur di essere tra quelli che detengono una certa autorità.
Altri ancora parlano di nascosto, dietro le quinte, perché non hanno il coraggio di esprimere il loro pensiero o le loro idee per paura di non essere presi in considerazione. Ci sono anche quelli che parlano di nascosto, con l’uno o con l’altro, senza mai assumersi apertamente le proprie responsabilità. Infine, forse i più pericolosi, sono quelli che complottano, congiurano ai danni altrui, pensando e illudendosi di farlo in buona fede. Tutto ciò non ha nulla a che fare con la trasparenza, con la sincerità, l’onestà e con il senso di responsabilità.
Dio disse ad Aronne e a Maria sua sorella: “Con lui io parlo a tu per tu, con chiarezza, e non per via di enigmi; egli vede la sembianza del Signore. Perché dunque non avete temuto di parlare contro il mio servo, contro Mosè?” (Numeri 12:8).
In breve, tutti vorremmo avere delle relazioni cordiali e sane con il nostro prossimo, ma non sempre è facile conseguirle. Siamo tutti peccatori e imperfetti; esseri dai tratti caratteriali per i quali non sempre è facile andare d’accordo. Ma determinante, nell’ottica dei rapporti con gli altri, è la trasparenza e soprattutto la nostra relazione personale con Dio. Solo rafforzando uno stretto legame con il Signore potremo stabilire con il prossimo quel rapporto ideale che dovremmo avere.
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Abbiamo un nuovo governo. I neo ministri “tecnici”, dopo aver giurato ieri davanti al Presidente della Repubblica, sono già al lavoro. Sulla situazione ai vertici del nostro paese, mutata repentinamente, Notizie Avventiste ha rivolto alcune domande a Dora Bognandi, direttore aggiunto del Dipartimento Affari Pubblici e Libertà Religiosa dell’Unione italiana delle chiese avventiste.
Notizie Avventiste: In meno di una settimana l’Italia si trova con un nuovo Presidente del Consiglio, nuovi Ministri e un nuovo Governo. In che modo una Chiesa di minoranza, come quella avventista, può vivere questi cambiamenti?
Dora Bognandi: Sicuramente fa piacere ascoltare un discorso di alto profilo come quello pronunciato oggi, davanti al Senato, dal Presidente Mario Monti. Per noi minoranze, che spesso subiamo indifferenza, discriminazione o addirittura ostilità, sentir parlare di equità, di coesione sociale, di valorizzazione del capitale umano, di tutela dei più deboli, di razionale modulazione delle risorse, di lotta all’illegalità, di impegno per evitare le angosce che attanagliano le famiglie, non può che essere motivo di speranza in un futuro migliore. Il fatto, poi, che siano state elette tre donne in Ministeri di peso come gli interni, la Giustizia e il Welfare è un fatto assolutamente positivo. Si tratta di tre donne che non sono né veline né pasionarie, ma personalità con un curriculum eccellente e con una carriera professionale di tutto rispetto; tra l&rs quo;altro, sono anche mamme e nonne e questo potrà sicuramente contribuire a rendere più umano sia il Governo sia i dicasteri di cui esse si occuperanno. Inoltre, l’alta professionalità di tutti i Ministri non può non essere un valore aggiunto.
N. A.: Tutto bene, dunque? Non c’è nessuna preoccupazione?
D. B.: Il fatto che abbiamo un Governo composto solo da tecnici è di sicuro un’anomalia che dovrà essere risolta non appena l’emergenza sarà passata. Un motivo di preoccupazione potrebbe essere una presenza abbastanza consistente della componente cattolica che può far oscillare la bilancia ancor più da una parte, anche se forse le cose peggiori in tal senso le abbiamo viste da parte dei cosiddetti laici, sempre troppo preoccupati di non scontentare la Chiesa di maggioranza. Occupato come sarà il nuovo Governo per l’emergenza, rischierà di non prendere in considerazione le esigenze delle minoranze, come le Intese che attendono da oltre un decennio di essere approvate in Parlamento o una necessaria ed equa legge sulla libertà religiosa che ridurrebbe le diseguaglianze fra le Chiese.
N. A.: Che cosa possono fare le Chiese di minoranza?
D. B.: Prima di tutto pregare per le autorità, come ci raccomanda la Parola di Dio, poi continuare a offrire una testimonianza di coerenza con i principi della loro fede e, infine, sollecitare coloro che ci governano ad agire in maniera corretta, facendo rilevare i pericoli e proponendo iniziative utili per il bene comune. In tal senso, il Presidente della Chiesa avventista nazionale, past. Franco Evangelisti, facendo gli auguri al Presidente Monti, gli ha ricordato di non dimenticare le minoranze religiose e ha espresso la disponibilità a collaborare nel caso ciò gli fosse utile.
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Martedì 22 novembre, alle ore 11.00, i rappresentanti delle chiese che fanno parte della Commissione delle Chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato (Ccers), saranno ricevuti al Quirinale dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il past.
Massimo Aquilante, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in italia (Fcei) presenterà al Capo dello Stato il convegno “Il Protestantesimo nell’Italia di oggi: Vocazione, Testimonianza, Presenza”, organizzato dalla Fcei nell’ambito dei festeggiamenti dei 150 anni dell’Unità d’Italia e che si terrà nel pomeriggio dello stesso giorno presso la Sala Conferenze del Senato.
“Con questa iniziativa … gli evangelici intendono qualificare la loro presenza nello spazio pubblico italiano”, scrive il giornalista e politologo Paolo Naso nel suo articolo pubblicato su Nev del 16 novembre. Riportando poi le parole del past. Aquilante, Naso continua“Mentre affermano ‘il principio della distinzione delle competenze e dei ruoli tra lo Stato e le confessioni religiose’, gli evangelici credono nella ‘possibilità di un dialogo e di un confronto’ tra le comunità di fede e le istituzioni. È un’idea di laicità che va oltre la semplice separazione tra la sfera di competenza dello Stato e quella di pertinenza delle comunità religiose, e che delinea uno spazio pubblico sempre più partecipato e pluralista”.
Durante l’udienza al Quirinale, interverranno anche Elena Bein Ricco, che parlerà della laicità nel contesto multiculturale di oggi, e Mario Miegge che presenterà il “patto” di cittadinanza democratica.
Alle ore 15.00, presso il Senato, si terrà il convegno “Il Protestantesimo nell’Italia di oggi: Vocazione, Testimonianza, Presenza”. Vari gli esponenti politici che, coordinati da Paolo Naso, prenderanno al parola su diversi temi quali la laicità dello Stato, la libertà religiosa e i diritti degli immigrati.
Spiega il past. Aquilante nel comunicato stampa di Nev: “L’anniversario dei 150 anni cade nel mezzo di un passaggio difficile della nostra vita nazionale. Da anni il paese vive una crisi profonda. Al tempo stesso esso fatica a vivere quel patto di convivenza che sta alla base della nostra comunità nazionale. Nel Convegno vogliamo discutere volutamente con chi è stato chiamato alla responsabilità per la ‘cosa pubblica’, presentando le nostre preoccupazioni e le nostre specifiche sensibilità … Questo Convegno vuole essere l’occasione pubblica in cui proseguire un dialogo che ci impegna sia come credenti che come cittadini”.
Anche la Chiesa avventista parteciperà agli eventi di questa giornata “nello spazio pubblico italiano” con una sua rappresentanza.
Per leggere l’intero articolo di Paolo Naso, cliccare qui.
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Il presidente della Chiesa avventista del 7° giorno mondiale, Ted N. C. Wilson, ha rivolto un messaggio di incoraggiamento e conforto a dirigenti e membri di chiesa giapponesi, durante una visita ufficiale nel paese, la scorsa settimana. È stato il primo viaggio di Wilson in Giappone dopo il terribile terremoto che ha sconvolto la nazione a marzo, e che ha provocato il devastante tsunami.
Ricordando la dichiarazione fatta all’indomani della calamità, Wilson ha riaffermato, a nome della Chiesa avventista mondiale, le condoglianze e la simpatia verso coloro che sono stati colpiti dal disastro e che ancora non si sono ripresi. Wilson ha incoraggiato l’assemblea riunita a Fukushima di tenere a mente le promesse della Bibbia nei tempi avversi. “Il mio aiuto vien dal Signore”, ha affermato citando il Salmo 121.
Più tardi, nell’Accademia avventista di Hiroshima, ha rivolto agli studenti un messaggio sulla fiducia in Dio. “Non riponete la fiducia in voi stessi. Abbiate fiducia nel Signore”, ha affermato. Visitando il vicino Parco Memoriale della Pace, Wilson ha incontrato Sumiko Ueki, un’avventista sopravvissuta al bombardamento atomico del 1945. Durante la seconda guerra mondiale, Ueki lavorava in una fabbrica di munizioni a 3 chilometri dal luogo dove era scoppiata la bomba. Dopo essere scampata alla morte, la donna ha fatto studiare la figlia in una scuola avventista e in seguito è entrata anche lei a far parte della Chiesa. Hiroshima è diventata una “città simbolo della pace” grazie alla “volontà e al coraggio” del popolo giapponese, ha affermato Wilson. 
Il giorno seguente, il presidente della Chiesa mondiale ha incontrato un altro sopravvissuto alla seconda guerra mondiale. Saburo Arakaki era tra gli ultimi gruppi di soldati giapponesi che si sono arresi nell’isola di Saipan. Inizialmente Arakaki fu condannato a morte per crimini di guerra, poi la sentenza fu tramutata in ergastolo da scontare nel carcere delle Hawaii. Lì fu battezzato e divenne cristiano avventista. Dopo circa un decennio di prigione, Arakaki fu graziato. Ritornò in Giappone dove studiò teologia e divenne ministro di culto, lavoro che ha svolto per tutta la vita. Wilson ha ringraziato l’ottantacinquenne Arakaki per la sua opera come pastore e per il suo contributo allo sviluppo dell’ istruzione in Giappone.
La Chiesa avventista si trova nel paese del Sol Levante da oltre 100 anni e attualmente conta circa 15.000 membri di chiesa. Numerose sono le difficoltà e le sfide che essa incontra nel paese e Wilson ha ribadito l’importanza di un risveglio e di una riforma spirituale di ciascuno.
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Centinaia di avventisti del 7° giorno giamaicani hanno sfilato per le strade di Ocho Rios, alla fine di ottobre, per protestare contro la violenza verso le donne e le bambine. La manifestazione è stata organizzata per sostenere Enditnow, la campagna mondiale di sensibilizzazione sulla piaga degli abusi domestici, e per prendere posizione a favore delle donne e delle bambine vulnerabili alla violenza in tutto il mondo.
Le organizzazioni sui diritti umani stimano che una donna su tre, nel mondo, sarà picchiata stuprata e subirà altre forme di violenza durante nel corso della sua vita. Secondo l’Unicef, ogni anno, 1 milione di bambini, per la maggior parte ragazze, entrano nel mercato del sesso.
“Sono contenta che siamo qui, oggi, insieme con gruppi di altre fedi, per dire basta alla violenza”, ha affermato Lorraine Vernal, direttore dei Ministeri Femminili e in favore dei Bambini della Chiesa avventista in Giamaica.
Il governo della nazione caraibica si è impegnato a organizzare una serie di eventi, dal 25 novembre al 10 dicembre, contro la violenza sulle donne e le bambine.
La Chiesa avventista ha rilasciato diverse dichiarazioni che affermano la dignità e il valore di ogni essere umano e che denunciano ogni forma di abuso fisico, sessuale ed emotivo. Recentemente, i direttori di numerosi dipartimenti della Chiesa avventista mondiale hanno pubblicato un commentario congiunto a sostegno della 10ª Giornata annuale per la prevenzione degli abusi. “Non possiamo considerarci figli di Dio e restare zitti. Lo abbiamo fatto per troppo tempo e intanto le donne e i bambini muoiono. Con il nostro silenzio non facciamo altro che far aumentare il problema”, ha affermato Heather-Dawn Small, responsabile mondiale dei Ministeri Femminili. La Chiesa avventista sta raccogliendo 1 milione di firme contro l a violenza sulle donne, che saranno inviate alle Nazioni Unite.
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La Bibbia è un libro straordinario, non solo per il messaggio di salvezza che contiene e per i suoi insegnamenti etici e dottrinali, ma anche per tutte quelle verità psico-spirituali veicolate attraverso l’esperienza di vita di uomini e donne che, pur nella loro fragilità, riescono a esprimere in tutta la loro bellezza. Una fra le tante è quella dei “legami”: ciò che lega l’uomo a Dio e al suo simile.
Sin dagli albori, la Bibbia presenta l’uomo legato a Dio e all’altro (Genesi 2). Quando questi legami sono stati spezzati, Dio è andato alla ricerca dell’uomo per cercare di recuperarli (Genesi 3). Scrive il profeta Osea: “Io li attiravo con corde umane, con legami d’amore; ero per loro come chi solleva il giogo dalle mascelle, e porgevo loro dolcemente da mangiare” (Os 11:4). La salvezza, nella sua nobile espressione, è la storia di un rapporto infranto che Dio, nella sua misericordia, cerca di ricucire, di riallacciare. Gesù ne evidenziò l’importanza con le seguenti parole: “Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri” (Giovanni 13:34). Nella prima lettera di Giovanni leggiamo: “Se uno dice: ‘Io amo Dio’, ma odia suo fratello, è bugiardo; perché chi non ama suo fratello che ha visto, non può amare Dio che non ha visto” (1Gv 4:20). Amare significa creare dei legami, dei vincoli di affetto, dei rapporti umani costruiti sull’esperienza di Cristo.
In una celebre immagine paolina, la Chiesa è definita come “il corpo di Cristo”; questa espressione offre un’idea chiara dello spirito di unità, simpatia, tolleranza e amore che deve regnare fra coloro che, sapendosi salvati dalla grazia divina, si uniscono per compiere la sua missione (Romani 12:4-5; 1Corinzi 12:12-31; Efesi 1:22-23; 4:4-16).
L’immagine del corpo non solo chiarisce la relazione tra Cristo e la Chiesa, ma ha anche delle importantissime implicazioni per quanto riguarda la relazione dei membri di chiesa tra di loro. Un corpo è un’unità complessa, una realtà unica composta di molte parti diverse. Sia la sua unità sia la sua differenziazione sono importanti: di fatto l’una ha bisogno dell’altra. Un corpo non è niente senza le sue membra, ma è il fatto che stiano insieme al corpo a rendere le membra importanti. Nessuno di essi potrebbe esistere, o avere un qualche scopo, separatamente dalle altre. In uno dei brani più significativi delle sue lettere, 1Corinzi 12:12-27, Paolo usa queste idee per incoraggiare i cristiani di Corinto a essere uniti. La tendenza di alcuni a enfatizzare le loro peculiari capacità minacciava di distruggere questa antica comunità. Paolo paragona la Chiesa a l corpo umano per ricordare a costoro che tutti dipendono gli uni dagli altri e per incoraggiare quelli che hanno capacità diverse, forse meno cospicue, a pensare che anch’essi ne sono parte essenziale.
Scrive l’apostolo Pietro: “Avendo, purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore” (1Pt 1:22).
“Amatevi intensamente”, creando nel Signore dei vincoli di affetto e di reciproco rispetto. La vita è stare con gli altri, poiché:”Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18).
[Assistenza spirituale su: www.avventisti.it/assistenza]
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