Questo articolo è stato scritto venerdì, 27 gennaio 2012 alle ore 01:00 e si trova dentro News dal mondo. Puoi seguire tutte le risposte iscrivendoti al feed dei Commenti. Salta alla fine e inserisce una risposta.
Pane per i ragazzi senza tetto. Un progetto di solidarietà
Nella stazione Ostiense di Roma, sui binari e nelle tende, sopravvivono 150 ragazzi afgani, pakistani, iraniani. Nella stazione Tiburtina, vivono circa 20 persone e altre 30 nei dintorni della stazione Termini. Sono di passaggio, in attesa di ricevere lo status di rifugiati e di sapere in quale struttura andare, ma fintanto che la burocrazia fa il suo corso, hanno bisogno di mangiare, lavarsi e coprirsi. Alcune organizzazioni umanitarie della capitale sono impegnate ad assistere questi gruppi di persone fuggite dai loro paesi in guerra o nei quali vivevano delle persecuzioni. Lo fanno durante la settimana, ma il sabato e la domenica nessuno cura i loro bisogni.
La chiesa avventista di lingua romena della capitale e il past. Corneliu Lupu hanno pensato di intervenire per aiutare queste persone durante il fine settimana, svolgendo un’attività di assistenza sul luogo e di accoglienza nella loro comunità. È nato così il progetto “Pane per i ragazzi senza tetto”. Nel mese di febbraio 2011, il pastore Lupu e alcuni giovani della sua comunità sono andati nelle stazioni di Roma per parlare con i senza tetto. Si sono quindi informati presso le associazioni che distribuiscono i viveri e hanno deciso di iniziare le attività il sabato e, soprattutto, la domenica. Distribuiscono sacchetti con pane, formaggio, frutta, yogurt, e poi coperte, sapone, dentifricio e altri generi di prima necessità. Invitano i ragazzi in chiesa a farsi la doccia e a partecipare insieme al pranzo, creando così legami di amicizia. Ben presto, anche un gruppo di ragazzi della chiesa avventista di Rieti ha voluto partecipare a questa attività.
“È bello vedere dei giovani che la domenica mattina molto presto, quando si avrebbe voglia di stare a letto, con molta semplicità e gentilezza, si avvicinano a loro coetanei meno fortunati”, ha affermato Dora Bognandi, direttore associato nazionale del Dipartimento Libertà Religiosa, che domenica 22 gennaio ha partecipato insieme con i giovani all’attività presso la stazione di Roma Ostiense. “Ringraziamo Dio per tutti i volontari e le associazioni che quotidianamente si spendono per venire incontro alle necessità primarie di tanti esseri umani. Ed è importante sostenerli in tutti i modi possibili”, ha aggiunto.
Quando si aiuta qualcuno non di dà soltanto ma si riceve anche. Questo progetto solo vuole sovvenire ai bisogni di persone “sospese”, che sembrano non avere futuro, ma anche creare “nel gruppo di giovani della chiesa uno spirito di servizio, e svolgere un’opera di accoglienza nelle nostre comunità”, ha affermato Lupu.
Il progetto è sostenuto finanziariamente dalla chiesa cristiana avventista di lingua romena di Roma, da alcuni donatori singoli, dall’8 per mille della Chiesa cristiana avventista del 7° giorno. Durante la celebrazione di apertura della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, organizzata dalla Consulta delle chiese evangeliche di Roma e tenutasi nella chiesa luterana, il 18 gennaio scorso, l’offerta raccolta è stata devoluta proprio al progetto “Pane per i ragazzi senza tetto. “Stiamo aspettando anche una risposta dal Banco Alimentare”, ci ha fatto sapere Lupu. Qual è il risultato atteso di questo progetto? “Ci auguriamo che i ragazzi riescano a lanciarsi nella nuova società nella quale hanno scelto di vivere”, ha concluso Lupu. (LF)
[Guarda il servizio video su: video.avventisti.it/documentari/immigrati-alla-stazione-di-roma]
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