Auguri Vita&Salute!


Sessant’anni. E neanche li dimostra, potremmo aggiungere. Tempo fa qualcuno mi ha chiesto qual è il segreto diVita&Salute. Che cosa ci ha permesso di solcare i mari spesso insidiosi e burrascosi del mercato editoriale, e arrivare ancora così determinati a questo traguardo? Un mare che, di solito, miete numerose vittime. Eravamo gli unici, nel 1952, a diffondere un’idea di benessere che considerasse non solo la dimensione fisica della salute, ma anche quella mentale e, addirittura, la dimensione spirituale. Era difficile allora, senza molti dati scientifici alla mano, difendere una sana alimentazione basata prevalentemente sui cibi vegetali. O puntare sui rimedi semplici, naturali per stare meglio, come l’esercizio fisico, la cura delle piante o le risorse dell’aria e del sole. Abbiamo avuto il coraggio, in un’Italia con ancora gli echi dei rumori di guerra d a poco terminata, di intraprendere una sfida difficile, ma che credevamo fondamentale – e oggi ancora di più – per affrontare le opportunità di un mondo che si avviava a diventare “moderno”, con tutti i suoi indubbi vantaggi, ma anche tanti punti oscuri. Un’epoca in cui parlare di danni del fumo, delle influenze delle emozioni sul corpo, si rischiava di essere tacciati di racconta frottole. Oggi siamo in buona compagnia e quelle che all’inizio si presentavano come intuizioni, ora sono patrimonio comune della scienza. Il segreto, allora, forse è stato proprio sapere individuare i fondamentali principi di salute, rimanendo fedeli a essi. Oltre le mode del momento.
Nel primo numero dell’anno:
- No business? No Ricerca!, di Franco Berrino. 
Fare ricerca per dimostrare che una sana alimentazione è uno dei principali fattori per vivere meglio. Bello, ma poco produttivo se l’interesse principale è brevettare nuovi rimedi farmacologici. Lo dimostra un caso emblematico, quello di una possibile cura dei tumori con una semplice molecola.
- La pelle parla di noi, di Paola Emilia Cicerone. 
Un organo prezioso e sensibile, le cui patologie spesso sono spia di malesseri più ampi. Proprio per questo le cure devono prevedere un superamento del rimedio strettamente farmacologico. Per intervenire a 360 gradi.
- Bimbi al verde, di Paolo Pigozzi
Rinunciare alla carne per fare posto ai vegetali e, eventualmente, a un’integrazione di uova e latticini. Ma i più piccoli corrono rischi di carenze nutrizionali? La più importante e prestigiosa organizzazione di nutrizione americana, Ada, conferma la bontà della dieta vegetariana. Sfatando paure e luoghi comuni 
- I pilastri della prevenzione, di Massimo Ilari
A tavola per curare la qualità del cibo. Migliorare l’attenzione verso noi stessi. Pensando a muoverci di più e a coltivare un pensiero positivo.
Maggiori informazioni su www.vitaesalute.net

La sorgente di informazione di questo post è
http://news.avventisti.it/

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