Dichiarazione sulla missione della Chiesa avventista in Italia


L’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno, durante l’Assemblea amministrativa nazionale tenutasi a Pomezia nell’aprile scorso, ha redatto e approvato la sua dichiarazione di missione che l’accompagnerà nel prossimo quadriennio: 

“La ragion d’essere della Chiesa cristiana avventista è la missione e, prima di essere un compito, essa va interpretata come il sentirsi investiti immeritatamente dalla grazia di Dio. Inoltre essa è la meraviglia di scoprire che nasce da una missione che ci precede, quella di Dio stesso per noi avventisti che, a nostra volta, tentiamo di trasmettere agli altri, preservandone le caratteristiche. Il primo obiettivo di questa nostra missione è chi ci sta più vicino, le nostre comunità e le nostre famiglie. Dal successo di questa missione interna dipende l’esito di quella esterna. Ogni sforzo organizzativo e progettuale, di razionalizzazione delle risorse, di efficienza dei programmi o di salvaguardia dell’ortodossia, deve essere subordinato alla trasmissione forte, continuativa e felice, a tutte le fasce di età all’interno delle nostre comunità, della consapevolezza di essere stati voluti da Dio come suoi figli e figlie, quindi di essere “nati bene”, perché profondamente amati e desiderati da Dio in Cristo. Un’esperienza che si concretizza con successo nell’ambito dei piccoli gruppi. Il secondo obiettivo della nostra missione è rivolto verso l’esterno, verso chi non è come noi, non pensa come noi e che vogliamo guadagnare a Cristo e al suo regno. Il diverso da noi, religioso o laico che sia, prima di essere oggetto della nostra missione e del nostro amore ed interessamento, deve essere conosciuto, accettato, rispettato e riconosciuto anche nella “sua” missione. La nostra missione, inoltre, è quella di riconoscere ed interagire, anche criticamente, con le missioni che Dio ha dato agli altri gruppi e comunità. La specificità della nostra missione come avventisti è legata: alla proclamazione ripetuta e continuativa, nuova e sempre fresca della “grazia di Gesù Cristo” che produce un cambiamento possibile e positivo della propria vita; al sabato come testimonianza di un inizio e di “un’origine per grazia”, sana, felice e riuscita del progetto di Dio per l’uomo; al ritorno di Cristo come segno che il futuro o la sopravvivenza della chiesa e del mondo non sono il prodotto degli sforzi e delle strategie umane, comunque necessari, ma il “frutto della grazia” di Dio, concretizzata nel suo avvento. Noi, comunità e pastori ci impegniamo, sempre e comunque, nella ricerca e nell’attuazione di strategie e programmi per il raggiungimento di questi obiettivi, anche cogliendo le opportunità di ogni esperienza, positiva o negativa, che sia. 

La sorgente di informazione di questo post è
http://news.avventisti.it/

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