La domenica come giorno di riposo per i lavoratori europei?


Comprensione per il sentimento che spinge numerosi credenti a chiedere di inserire la domenica nella prossima legislazione europea sul riposo settimanale dei lavoratori, ma anche preoccupazione perché un diritto della maggioranza non diventi un dovere imposto alla minoranza. Questo è il senso di un centinaio di lettere inviate ieri, 28 aprile, dal Dipartimento della Libertà Religiosa dell’Unione italiana delle chiese avventiste agli eurodeputati italiani e ad altri responsabili di organismi che si fanno portavoce delle istanze di questi credenti.
Il problema sorge perché, essendo scaduta la direttiva europea 93/104 sul riposo settimanale dei lavoratori, nei prossimi mesi bisognerà rinnovarla. In vista di ciò, una settantina di organismi cattolici e protestanti, esponenti di sindacati e altri si sono mobilitati e hanno lanciato un Appello dal titolo: “Mobilitazione per una domenica libera dal lavoro”. Gli argomenti che portano, per raggiungere lo scopo, sono la salute dei lavoratori, la riconciliazione della vita lavorativa e di quella familiare, oltre che i benefici che se ne avranno nella vita della società perché serve a rafforzare la coesione sociale.
La Chiesa cristiana avventista del 7° giorno, pur apprezzando le motivazioni che spingono le suddette realtà a battersi in questa direzione, teme che una formulazione troppo categorica della direttiva possa non lasciare margini per le minoranze che osservano giorni diversi. Infatti, sia gli avventisti sia gli ebrei, minoranze nei paesi dell’Unione Europea, riconoscono come giorno sacro di riposo il sabato. Di questa tematica si era già occupata la Convenzione internazionale sul lavoro n. 106 del 1956 concernente il riposo settimanale nel commercio e negli uffici che, nel suo articolo 6, pur riconoscendo come giorno di riposo settimanale quello accettato dalla tradizione o dagli usi dei paesi o della regione, afferma che le tradizioni e gli usi delle minoranze religiose saranno rispettate in tutta la misura del possibile. Se ne era anche occupata la Dichiarazione sull’eliminazione di tutte le forme d’intolleranza e di discriminazione fondate sulla religione o la convinzione del 1981 che, all’articolo 6, specifica tra i vari diritti la “libertà di osservare i giorni di riposo e di celebrare le feste e le cerimonie secondo i precetti della propria religione o credo”.
Gli avventisti, dunque, nella lettera che presenta le loro preoccupazioni, chiedono una formulazione
che contenga una frase simile a quella utilizzata dall’Italia nell’art. 9 (comma 4) del Decreto Legislativo 8 aprile 2003 n. 66 che applicava la precedente direttiva europea: “Sono fatte salve le disposizioni speciali che consentono la fruizione del riposo settimanale in giorno diverso dalla domenica”. La Chiesa avventista, nel nostro Paese, in base al dettato costituzionale, ha stipulato con lo Stato un’Intesa trasformata nella legge 516/88, il cui articolo 17 garantisce il riposo sabbatico in ogni settore lavorativo e scolastico.

La sorgente di informazione di questo post è
http://news.avventisti.it/

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