La separazione tra Stato e Chiesa non dovrebbe bloccare l’input religioso


Senza la libertà di espressione religiosa, nessuna discussione sulle domande fondamentali della vita – Qual è il senso della vita? Quali sono i miei diritti e i miei doveri? – è completa, ha affermato un membro del Congresso americano.
“È mia speranza che il ‘mercato delle idee’ dia sempre spazio alla fede e alla religione, non per dominare, non per controllare, ma per avere un posto a tavola”, ha affermato J. Randy Forbes, rifacendosi a una frase della decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti sul Primo Emendamento. Forbes ha parlato all’ottava Cena annuale della Libertà religiosa, tenutasi a Washington D.C., il 13 aprile, e ha ricordato ai presenti che il Primo Emendamento della Costituzione statunitense, che garantisce la libertà religiosa, non è mai stato inteso per ostacolare la discussione religiosa o gli input delle comunità di fede. “Piuttosto, è stato visto come regolatore per mantenere aperta la discussione in modo che le idee di fede e libertà potessero emergere”, ha precisato.
Forbes è un rappresentante repubblicano della Virginia, che ha fondato il Congressional Prayer Caucus di cui è l’attuale presidente. All’evento annuale, organizzato dalla North American Religious Liberty Association, dalla rivista Liberty e dalla Chiesa avventista del 7° giorno, erano presenti centinaia di sostenitori della libertà, per ricordare i miglioramenti della libertà religiosa e i rapporti stabiliti con i legislatori e le altre figure politiche in vari paesi. Tra gli oratori degli anni passati sono da ricordare il Segretario di Stato Hillary Clinton, quando era senatore della stato di New York, e i senatori John Kerry e John McCain. Alcune personalità hanno ricevuto dei riconoscimenti. Dave Hunt, portavoce della Camera dei Rappresentanti dello stato dell’Oregon, è stato insignito del Premio nazionale della Cena della libertà religiosa per aver promosso l’approvazione del Workplace Religious Freedom Act in Oregon. Nel suo intervento, Hunt ha espresso la speranza che questa legge incoraggi altri stati, e alla fine il governo federale, ad approvare misure simili. Gregory W. Hamilton, presidente della Northwest Religious Liberty Association, ha ricevuto la A.T. Jones Medal, per il 2010, non solo per aver contribuito all’approvazione del Workplace Religious Freedom Act, in Oregon, ma anche per aver annullato il divieto del 1923 di indossare abbigliamenti religiosi nelle scuole dello stato. Samuel Ericsson, presidente fondatore e direttore generale di Advocates International, una rete di avvocati e giudici che si occupano dei problemi inerenti la libertà religiosa, ha ricevuto il Premio internazionale. Dopo aver accettato il riconoscimento, Ericsson ha invitato i presenti a non lasciare al caso le questioni della libertà religiosa, ma di prendere l’iniziativa, di essere disponibili, dimostrare entusiasmo e investire tempo e talenti. Per visualizzare le foto dell’ottava Cena annuale della libertà religiosa cliccare qui.

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