Questo articolo è stato scritto mercoledì, 12 marzo 2008 alle ore 08:04 e si trova dentro Canarini in corsia, News. Puoi seguire tutte le risposte iscrivendoti al feed dei Commenti. Puoi scrivere una risposta, o un trackback dal tuo sito.
Amare Gesù amando il malato, visitare Gesù visitando il malato

Nel week-end compreso fra l’8 e il 10 Febbraio i membri dell’associazione “Canarini in corsia”, associazione di volontariato ospedaliero promosso dalla Chiesa Cristiana Avventista Italiana, volando sopra l’Emilia Romagna, dotati di formidabile vista, hanno scorto sul territorio teneri volti privi di sorriso e hanno deciso di scendere in massa per una breve sosta presso la casa di riposo “Casa Mia” di Forlì, struttura avventista dedita alla cura di tanti cari anziani rimasti soli nella vita o necessitanti di particolari attenzioni e cure medico – affettive.
Il Venerdì siamo giunti presso i locali della casa di riposo a serata inoltrata, quando oramai gli ospiti residenti presso la struttura viaggiavano immersi nel mondo dei sogni. Nonostante l’orario siamo però riusciti a scorgere, accedendo ai locali, qualche personaggio visibilmente perplesso a causa dell’invasione notturna di uno stormo tanto canterino. Il Sabato mattina siamo stati calorosamente accolti dalla Chiesa di Forlì dove abbiamo potuto nutrirci dei semini spirituali ascoltando il culto di lode offerto al Signore, facendo così il pieno di provviste necessario per poter svolgere al meglio la missione per la quale abbiamo deciso di fermarci in territorio romagnolo.
Ancora qualche momento dedicato ad una rapida presentazione del nuovo nido, oltre che delle personalità in esso presenti e, indossate le divise sempre più sofisticate, abbiamo spiccato il volo verso i piani alti della struttura dove, ad attenderci, vi erano volti segnati dal dolore e dalla sofferenza, fisica ma soprattutto morale. Naturalmente prima di entrare in azione, come piacevole consuetudine dei Canarini, ci siamo riuniti tutti insieme in preghiera chiedendo al Signore che il suo Santo Spirito potesse accompagnarci e poggiare sulle nostre labbra le Sue parole di conforto.
Durante il primo volo di ricognizione abbiamo potuto sperimentare, ognuno in prima persona, la verità di quanto affermato da Gesù nel Vangelo nel libro degli Atti, al capitolo 20 versetto 35: “Vi è più gioia nel dare che nel ricevere”. Non ci sono parole in grado di poter descrivere infatti l’emozione provata nel trasmettere amore a persone tanto desiderose di affetto e comprensione e nel vederne poi i lineamenti del volto, segnati da anni ed anni di sofferenza, distendersi morbidamente fino a formare un tenero sorriso accompagnato da una sguardo colmo di commozione.
Abbiamo quindi trascorso tutto il Sabato pomeriggio assieme a quelli che abbiamo affettuosamente definito essere i nostri cari nonnini adottivi. Dopo le presentazioni di rito abbiamo osservato, con meraviglia, l’incredibile desiderio degli ospiti della struttura di renderci partecipi delle loro infinite esperienze di vita, passando così dal racconto del Signor Stelindo relativo alla sua carriera di bersagliere, ai viaggi in Russia della Signora Giordana e al grande entusiasmo mostrato dalla Signora Adriana nelle piccole cose di tutti i giorni.
Ci siamo resi conto dunque che il miglior aiuto che potevamo dare era semplicemente ascoltare le innumerevoli perle di saggezza troppo a lungo rimaste sepolte all’interno degli scrigni con i quali stavamo interagendo. Improvvisamente nella sala non vi erano più persone anziane ma le stesse apparivano rinvigorite dalla possibilità che hanno avuto di condividere nuovamente con qualcuno i loro più felici ricordi di gioventù.
La Domenica infine, prima di rialzarci in volo per riprendere il nostro lungo viaggio, abbiamo avuto la possibilità di passare nuovamente del tempo con i nostri cari amici, questa volta portando una ventata di festa ed allegria attraverso palloncini colorati e musica. Come il giorno prima siamo rimasti colpiti nel vedere quanto poco basti per alimentare la gioia di vivere nei cuori in cui questa fiamma andava sempre più indebolendosi. Ecco così gli ospiti della casa di riposo giocare assieme ai Canarini lanciando energicamente i palloncini e danzando nonostante i vincoli delle carrozzine sulle quali purtroppo molti sedevano. Grande è stata la commozione nel salutare i nostri nuovi amici, tanto da parte nostra quanto da parte loro, con la promessa di sentirci al più presto tramite lettere e telefonate, creando così un legame basato su affetto e soprattutto speranza, quella stessa speranza che Gesù, sacrificando sé stesso per la salvezza di ognuno di noi, ci chiede di trasmettere a chi si trova nel bisogno.
Dopo aver letto questo articolo e visto come possa manifestarsi potentemente la mano di Dio in piccoli gesti quotidiani, consacrando a Lui i nostri doni ed il nostro desiderio di far del bene, ci auguriamo che anche tu, CARO AMICO o CARA AMICA, possa prendere nel tuo cuore la decisione di dedicare una parte del tuo tempo libero al Signore, trasmettendo la buona novella a tutti coloro che vivono oggi nella sofferenza, nella solitudine e nel dolore prendendoti cura del tuo prossimo!
Se avverti dunque nel tuo cuore questo desiderio potrebbe celarsi in te un Canarino in Corsia e noi tutti saremo felici di spiccare nei prossimi mesi assieme a te nuovi meravigliosi viaggi assieme al nostro amico e Salvatore Gesù.
AIUTACI ad amare Gesù amando il malato, a visitare Gesù visitando il malato!!
Marco Scuto
(per informazioni circa date e luoghi marchesefrancesca (at) yahoo.it oppure chiaretto (at) hotmail.it)
