Questo articolo è stato scritto martedì, 26 febbraio 2008 alle ore 08:48 e si trova dentro News. Puoi seguire tutte le risposte iscrivendoti al feed dei Commenti. Puoi scrivere una risposta, o un trackback dal tuo sito.
Culto bimbi della Scuola del Sabato

Sabato 16 Febbraio nella chiesa di Milano si è svolto un programma spirituale, organizzato dalla Scuola del Sabato dei bambini, che ha visto coinvolte tutte le fasce d’età, dai più piccoli, facenti parte della classe di “Gioca Gesù”, fino ai ragazzi più grandi appartenenti al gruppo Compagnon.
Tema e filo conduttore di questo programma sono state le parole racchiuse nei versetti 8 e 9 del capitolo 55 di Isaia:”Infatti i miei pensieri non sono i vostri pensieri, né le vostre vie sono le mie vie, dice il Signore. Come i cieli sono alti al di sopra della terra, così sono le mie vie più alte delle vostre vie e i miei pensieri più alti dei vostri pensieri”.
Attraverso una recita i ragazzi hanno infatti mostrato l’importanza di affidare i propri sogni e i propri progetti a Gesù in modo tale che questi ultimi possano entrare a far parte di un disegno più grande i cui tratti, spesso, ai nostri occhi sembrano poco chiari e non ben delineati.
La recita aveva come protagonisti tre alberi, ognuno dei quali aveva un sogno per la propria vita.
Il primo voleva diventare una culla per un bambino, il secondo voleva essere utilizzato per costruire un’ imbarcazione grande e maestosa, mentre il terzo albero avrebbe voluto stare su una collina e, da lì, indicare l’amore di Dio agli uomini.
Il Signore, considerando le aspirazioni di ciascun albero, intervenne in modo tale che la loro vita potesse essere trasformata e messa al servizio della sua opera. Il primo albero, infatti, divenne la mangiatoia che accolse il Salvatore, il secondo divenne legna per la costruzione della barca di Pietro da cui Gesù, sul mare di Galilea, parlò alla folla, mentre il terzo fu tagliato e usato per la realizzazione della croce su cui morì Gesù.
Effettivamente i tre alberi riuscirono a realizzare il proprio sogno, ma non certo nel modo in cui si erano immaginati. Questo ci insegna, come ha sottolineato il Pastore Giuseppe Castro nella meditazione al termine della recita, quanto sia importante affidare i propri doni e i propri progetti nelle mani del Signore, certi che Egli li trasformerà in qualcosa di speciale e di grande per la sua opera che noi neanche immaginiamo.
Roberta Castiglioni
