LA CURA EFFICACE


La 1a lettera di Pietro ( 5: 6,7 )

“Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli vi innalzi a suo tempo; gettando su di lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi”

contiene un’esortazione ed un invito per quanti, stanchi delle sofferenze e delle malvagità che imperversano sempre di più, guardano alla venuta del Signore come ad una liberazione urgente. Anelano ad essa, ma, nello stesso tempo si lasciano tormentare dal dubbio che con il trascorrere degli anni, per le influenze deleterie provenienti dal materialismo, dal relativismo nonché dall’ autosufficienza, si dilata a dismisura.
Ci sono tuttavia altri che investigano, studiano con impegno e fanno calcoli prendendo spunto dalle profezie che in qualche modo danno loro conforto nel credere che il Signore verrà presto a mettere fine a tutte le sofferenze e alle malvagità. Presi da tale fervore , si proiettano nell’immediato futuro dimenticando quasi di fare nel presente, ancora concesso, un esame introspettivo:

  • Abbiamo imparato ad umiliarci?
  • Stiamo rinnovando e plasmando il nostro carattere perché possa riflettere quello del nostro Salvatore?
  • Stiamo tessendo l’abito adatto all’incontro con il Signore?

In altri termini,

  • Stiamo curando la nostra spiritualità smarrita o disorientata?

Non l’ansia di quanto percorso ci resta da fare, ma le forze intellettive e spirituali sono quelle che potranno aiutarci a finire il percorso tracciato da Gesù stesso per arrivare al luogo preparato per i figli di Dio.

Con la disubbidienza l’umanità ha perduto tutto ciò che aveva ricevuto in dono dal Padre, ha perduto il benessere e la pace interiore. Basterebbe saper ascoltare e ricorrere all’Unico Gran Medico che può restituirle la Salute perduta. E’ il nostro Salvatore che ha per noi una ricetta unica e particolare in cui sono prescritte le tre vitamine essenziali: Fede, Preghiera, Perdono.
Senza di esse non può essere recepito l’intrinseco concetto della Parola, nostra origine e fine, l’Eterno Faro che illumina il mare dell’umano destino.

Il conducente di un autoveicolo non arriverà sano e salvo alla mèta per il fatto di possedere un navigatore e di sapere quanti chilometri gli restano ancora da fare per giungere alla fine del percorso, ma soltanto se le sue condizioni psicofisiche sono integre. Non avere recuperato la salute dello spirito mediante la rinascita vera mediante la Fede, certezza della Promessa, la Preghiera, veicolo della linfa celeste, il Perdono, prodotto dell’amore e della riconciliazione, vuol dire non essere pronti ad incontrare il Signore, quale che sia il tempo di attesa.
Non stanchiamoci quindi di far ricorso continuo alla divina ricetta delle tre vitamine che ci renderanno la sana immagine adatta per il regno di Dio.

Che lo Spirito Santo ci guidi e sostenga per tutto il tempo che ci sarà dato. Amen!

Anna Guzzardi

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