CORAGGIO……SON IO !


Sospinta da robuste braccia, la navicella solca silenziosamente le acque del lago che, senza increspature e assolutamente inerti, sembrano riposarsi come un fanciullo quieto nella propria culla.
E’ notte e agli occhi dei discepoli , oltre le nubi, sorridono le stelle altissime accompagnandoli nel loro viaggio. Lui, il Maestro, li ha lasciati sulla riva.
Ma ora l’aria è divenuta più pungente, il vento impetuoso, le acque agitate, pazze. In mezzo al lago l’imbarcazione lotta contro le onde che, a guisa di cirri spumosi, infuriate ululando la fanno scricchiolare sinistramente nelle sue sconnessure.
Oh ! se almeno il Maestro fosse con loro… Una sola parola basterebbe, una sua parola e le acque si acquieterebbero ! Ma no, Egli è lontano e non può udire il loro grido, conoscere il loro bisogno.
Ad un tratto sul lago oscuro, squarciato selvaggiamente dai bagliori collerici della tempesta, fluttua una figura luminosa. Impauriti i discepoli gridano: “E’ un fantasma !”, ma la voce di Gesù li rassicura: “Coraggio, son io; non abbiate paura” (Evang. S. Matteo XIV.27).
Gesù è con loro, non è lontano dunque, e cammina sulle acque ! Essi attoniti lo guardano e il volto del Maestro appare come il cielo ambrato delle aurore d’estate.
Un subitaneo entusiasmo, una cieca fiducia si impadroniscono di Pietro. Si morde il labbro e dentro spasima: “Signore !” . Poi grida forte: “Signore, se sei tu, comandami di venire da Te, sulle acque” (Evang. S, Matteo XIV.29). Ed al comando di Cristo, senza esitazione, Pietro scende; miracolosamente non affonda, dirigendosi verso il Maestro.
Ma a pochi passi da Lui, forse impaurito per il muggito delle acque infuriate, forse inorridito del nero abisso sotto i suoi piedi, Pietro dubita, si arresta, sprofonda ! Disperato grida: “Signore, salvami”. Gesù, tendendogli la mano, lo afferra: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato ?” (Evang. San Matteo XIV.32). Poi, salito con Pietro sulla barca dei suoi, placa la tempesta.
E’ mattina, i discepoli scorgono ora la baia di Capernaum uscire a poco a poco come da un velo sul piedistallo cilestro e lucente del lago.
Quanti di noi, non hanno tremato per le burrasche oscure e terribili dell’anima ? Quanti fra noi, sono stati condotti come barche dell’Acheronte, in mezzo alla tempesta del santuario del proprio cuore ? Quanti come noi, non sono stati spazzati, sconvolti, risucchiati, abbattuti, sommersi, dal passaggio di biechi uragani, che lasciano il mare della nostra esistenza coperto dai rifiuti della distruzione e della morte. Quanti hanno conosciuto, poi, il silenzio stupefatto e maledetto della sciagura. Quanti come noi, quanti !
Eppure, proprio a costoro Gesù si presenta e dice: “Coraggio, Son io; non abbiate paura”.
Si ! Gesù può ancora, come ieri, sedare le tempeste, tutte le tempeste, purché tu creda e sappia riconoscere il suo invito. Egli non è il fantasma cupo che i discepoli credevano di vedere. No ! E’ il Salvatore, perché ben da vivo ha patito la morte vincendola. Egli non è il fantasma di un lago agitato, perché ben ti prende per mano e ti conduce sulla riva amica, al porto della vita. Egli non è il fantasma dei morti, ma l’Iddio Vivente, il Vittorioso e Vincente che dice: “Son IO; non abbiate paura !”.
Credi ! ed allora sentirai, come mano che ti sgravi dal peso, sciogliersi i nodi dell’oppressione. Credi ! perché chi crede il Lui finisce per vincere su chi ha smesso di credere. Proprio perché credere richiede sacrificio, pena, richiede fatica.
Allora non affonderai, come Pietro.
Ma se più forti di te sono le bufere, impara a gridare, come l’apostolo: “Signore, salvami” e il Signore ti salverà; perché Lui solo può dire quella parola che ridà all’uomo la pace e la felicità.
Impara anche tu a riguardare a Gesù. Perché guardando a Lui il ladrone morente
Sulla croce fu salvato e il Salmista liberato dalle sue ambasce. Guardando a Lui, Paolo e Sila, furono capaci di cantare le lodi di Dio nella prigione di Filippi e i Figli d’Israele ad attraversare il deserto. Guardando a Gesù, Stefano riuscì a sorridere e benedire, come un angelo, mentre le pietre lo colpivano a morte. Impara anche tu a riguardare al Cristo e il tuo nome sarà aggiunto a quello di costoro.
Impara a riguardarLo, impara ad invocarLo, perché se è vero che in noi c’è tanta angoscia, è altre sì vero che v’è una disperata richiesta di vivere.
“Signore, salvami !” Si, ma fa’ anche, o Dio, ora che quel Nome è divenuto il grido del nostro diritto, che sia anche e soprattutto quello della nostra ragion d’essere.

Past. Mario Maggiolini

Scrivi una risposta

XHTML: Puoi usare questi tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>


Tramonto

  • Oggi il sole tramonta alle ore 18:34

Archivio

Incontri e Riunioni

Incontri di preghiera
Gli incontri di preghiera settimanali sono ripresi, ogni martedì sera alle ore 19.30. Se sei impossibilitato a partecipare, scriverci, saremo felici di poter pregare per te.