L’arrivo di Bibbie in miniatura ai 33 minatori cileni intrappolati a 700 metri di profondità rafforza in loro la speranza di essere salvati. “Ringraziate coloro che ci hanno inviato le Bibbie”, ha riferito un minatore di nome Renan a una rivista brasiliana, la settimana scorsa. Le Bibbie “mi hanno dato tantissima fede nel fatto che uscirò da qui”, ha affermato Renan. I minatori, intrappolati sottoterra dal 5 agosto, quando un tunnel è collassato nella miniera di San Josè nel deserto cileno di Atacama, aspettano di essere tirati fuori ma, secondo gli esperti, ci vorranno almeno 4 mesi. Intanto i minatori ricevono acqua e cibo, da poco anche solido e caldo, tramite un pozzo stretto scavato fino al loro rifugio. La stampa cilena ha parlato di miracolo quando sono stati trovati vivi, e ciò ha dato l’idea a una chiesa avventista di far arrivare loro delle Bibbie. Il past. Carlos Parra Diaz, che si occupa delle chiese avventiste nel distretto di Copiapo, ha ricevuto il beneplacito del ministro delle miniere cileno, Laurence Golborne, per inviare le mini Bibbie ai minatori intrappolati. Ogni Bibbia è stata personalizzata con il nome dei minatori e alcuni testi particolari di incoraggiamento. “Siamo sempre stati disponibili ad aiutare i nostri fratelli che soffrono dentro e fuori la miniera”, ha affermato Parra. “Ora abbiamo preparato queste piccole Bibbie così i minatori, nella loro prigionia forzata, possono leggere la Parola di Dio”. Ogni volume inviato è corredato di una lente di ingrandimento, per facilitarne la lettura. Ciascuna Bibbia reca anche un’etichetta con le parole: “Stiamo pregando per il tuo ritorno”, oltre ad avere ben evidenziato il Salmo 40 i cui primi versetti dicono: “Ho pazientemente aspettato il Signore, ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi”. La chiesa ha anche regalato una copia della Bibbia ai Ministri brasiliani della salute e delle miniere, e a ciascuna delle famiglie accampate sul luogo del disastro. “Dio, che li ha mantenuti in vita, continuerà a prendersi cura di loro. Ora preghiamo per un altro miracolo, che il loro salvataggio avvenga prima di quanto pensano”, ha dichiarato Parra al settimanale brasiliano. Il past. Parra svolge attività di cappellania sul luogo del salvataggio.

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Nel comune di Poppi, in provincia di Arezzo, tra le verdi colline del Casentino, si trova il Centro giovanile avventista “Casuccia Visani, luogo che ha tracciato ricordi indelebili nel cuore di tutti coloro che vi hanno soggiornato. Dal 3 al 5 settembre, il Centro celebra il 30° anniversario con un evento articolato in diversi momenti: presentazione delle principali attività svolte in questi anni; interviste ai protagonisti di ieri e di oggi; saluti delle autorità; momenti spirituali; canti e allegria. A ricordare la nascita della struttura e i suoi primi passi sarà il past. Rolando Rizzo, “padre” di Casuccia e ospite dei festeggiamenti. Casuccia Visani, che oltre alla struttura in muratura comprende 20 bungalow, è attrezzata per ospitare campi scout, campi per giovani e famiglie, settimane della salute Newstart, ritiri spirituali, congressi, ma anche per essere utilizzata come casa di vacanze da singole famiglie e gruppi. Presso il Centro si svolgono i convegni dei pastori avventisti e alcuni corsi di formazione organizzati per i membri di chiesa dai diversi dipartimenti dell’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno(Uicca), a livello nazionale e regionale. Da vari anni il Centro ospita anche il progetto “Fiori di pace”, condotto in collaborazione con il mensile Confronti e realizzato grazie ai fondi dell’8 per mille della Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno. Un gruppo di ragazzi e ragazze palestinesi e israeliani, con i loro accompagnatori, partecipano al campo scout Aisa (Associazione italiana scout avventista) assieme ai coetanei dell’Italia. Questa esperienza permette ai ragazzi di stringere rapporti di amicizia in un clima sereno e disteso.Durante le celebrazioni sarà donato agli intervenuti un libro sulla storia di Casuccia. Per maggiori informazioni sul Centro giovanile: www.casucciavisani.it

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Diversi ricercatori dell’Università statunitense Loma Linda, la principale scuola di medicina della Chiesa Avventista del 7° Giorno, hanno scoperto ciò che essi sperano sia un metodo per diagnosticare l’Alzheimer ai primi stadi, quando è più facile curarlo. I neuro ricercatori hanno trovato una traccia dei biomarkers – proteine nel sangue che mostrano la gravità o la presenza di una malattia grazie alla loro elevata concentrazione – che potrebbe portare alla diagnosi precoce del morbo. L’equipe di ricercatori dell’Università Loma Linda, in California, e dell’Università George Mason, in Virginia, avevano già pubblicato i risultati dei loro studi sul numero 19 del Journal of Alzheimer’s Disease, all’inizio dell’anno. Usando la spettrometria di massa, una tecnica analitica che permette di determinare la composizione elementare dei campioni, gli scienziati hanno schermato una bassa quantità di siero proteine e frammenti di proteine alla ricerca di prodotti legati all’esistenza dell’Alzheimer. L’equipe è costituita da Claudius Mueller, che si è laureato all’Università di Loma Linda; Wolff Kirsch, professore di chirurgia neurologica e biochimica alla Loma Linda; Lance Liotta, professore di scienze all’Università George Mason; e il neo laureato della Loma Linda Matthew Schrag. Mueller, che attualmente lavora presso l’università della Virginia, ha affermato che l’equipe ha cercato “i rifiuti” nel sangue, le scorie rilasciate dal processo di infiammazione. Il danno causato dall’Alzheimer al cervello lascia un segno anche nei primi stadi, ha specificato Kirsch. Questa malattia, che prende il nome dal neurologo tedesco Aloysius Alzheimer che per primo ha descritto la patologia nel 1906, distrugge le cellule e il tessuto nervoso del cervello. Lo stato avanzato del morbo fa perdere la capacità di comunicare, la memoria e l’autosufficienza. La scoperta dei biomarkers nello stadio iniziale dell’Alzhaimer è importate perché è l’unico momento in cui la malattia può essere curata, ha affermato Liotta. 

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Con la colorata ed entusiasmante Parata delle Nazioni, sabato 3 luglio, si è conclusa l’Assemblea della Chiesa avventista mondiale che aveva preso il via mercoledì 23 giugno, ad Atlanta, negli Stati Uniti. Tra le varie attività amministrative svolte nei dieci giorni di lavori, vi è stata anche quella di approvare alcune dichiarazioni su argomenti sociali e religiosi come la violenza sulle donne e le bambine, la povertà, la libertà di parola e la diffamazione della religione, la tutela dei minori. Di seguito alcuni stralci di tali documenti.

- Povertà
“La povertà è presente in ogni società. Essa priva gli esseri umani dei loro diritti fondamentali. Le persone sono affamate, senza assistenza sanitaria, acqua potabile, istruzione, opportunità di lavoro, questo spesso porta all’impotenza, alla disperazione e alla disuguaglianza. Ogni giorno, oltre 24.000 bambini muoiono a causa delle evitabili condizioni create dalla povertà. Gli avventisti del 7° giorno credono che le azioni per ridurre la povertà e le concomitanti ingiustizie siano una parte importante della responsabilità sociale del cristiano”, inizia così il documento della denominazione protestante mondiale che sostiene l’obiettivo delle Nazioni Unite di ridurre i poveri nel mondo di almeno il 50 per cento entro il 2015. Altre parti del documento affermano: “Lavorare per ridurre povertà e fame significa … promuovere delle politiche pubbliche che offrano giustizia ed equità ai poveri… Significa promuovere e partecipare a progetti che affrontino le cause di fame e povertà e che aiutino le persone a costruire un’esistenza sostenibile. Questo impegno per la giustizia è un atto di amore (Michea 6:8). … La Chiesa avventista lavora insieme alle società civili, ai governi e agli altri organismi, localmente o a livello internazionale, per partecipare all’opera di Dio di stabilire una giustizia duratura in un mondo caduto”. 

- Libertà di espressione e diffamazione religiosa
“La Chiesa Avventista del 7° Giorno sostiene fortemente la libertà di espressione in generale, e la libertà di espressione religiosa in particolare. Sebbene la libertà di parola sia garantita dall’art. 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, ci sono continui tentativi di limitare l’espressione a livello nazionale e dell’Onu. In entrambi i casi, è stata data significativa attenzione a limitare l’espressione che offende la fede religiosa di chi ascolta. Gli avventisti del 7° giorno affermano di avere sensibilità e rispetto in ogni tipo di comunicazione. Siamo perciò preoccupati delle espressioni intese a offendere le sensibilità religiose. Tuttavia, crediamo che il diritto di controllo dell’espressione religiosa dato allo stato crei una minaccia maggiore all’autonomia delle persone di fede di quanto non facciano le parole offensive. Anzi, ci sono oggi numerosi esempi di stati che citano il desiderio di proteggere i sentimenti religiosi per giustificare la forzata riduzione al silenzio delle espressioni religiose pacifiche”. Pur riconoscendo poche eccezioni nelle quali un intervento dello stato è necessario per proteggere la popolazione, la Chiesa “riconosce una responsabilità speciale a quanti sono al potere nel comunicare un messaggio che promuova i diritti umani fondamentali, tra cui tutti gli aspetti della libertà religiosa. Questa responsabilità è particolarmente pertinente ai governi, dato che sono generalmente in una posizione unica per incoraggiare il rispetto dei diritti della propria gente, e in particolare delle minoranze” Gli avventisti accettano infine la responsabilità, in quanto cristiani, di essere onesti e rispettosi, auto regolando le proprie parole in modo che siano coerenti con gli insegnamenti biblici.

- Tutela dei minori
Riconoscendo i bambini come “doni preziosi di Dio affidati alla cura di genitori, famiglia, comunità di fede e società”, la Chiesa avventista riafferma il suo impegno a educare e proteggere i bambini e i ragazzi dalle persone che possono attuare nei loro confronti una qualunque forma di violenza o abuso. Il primo passo è verso l’educazione dei genitori che sono aiutati a “sviluppare le qualità necessarie per un approccio redentivo alla correzione” dei figli, costituito da “forme disciplinari gentili che permettono ai bambini di imparare attraverso il ragionamento e l’esperienza delle conseguenze delle loro scelte”. Perché la chiesa sia un luogo sicuro per bambini e ragazzi, i dirigenti e i membri della congregazione devono vivere “secondo uno severo codice etico che precluda anche l’apparenza del male”, afferma il documento sulla tutela dei minori presentato alla 59° Assemblea mondiale della Chiesa avventista. La comunità dei credenti deve essere attenta alla sicurezza della struttura e controllare l’ambiente che circonda i bambini durante le attività ecclesiali. Di importanza vitale sono “l’educazione al modo adeguato e inadeguato di interagire tra adulti e bambini, la conoscenza dei segnali di allarme degli abusi e delle violenze, e i passi specifici da seguire quando si sospetta o viene riportato un comportamento inappropriato. I pastori e i dirigenti di chiesa hanno un ruolo importante nella prevenzione e nel rispondere ai bisogni dei bambini”. Essi hanno la responsabilità morale e legale di riferire l’abuso sul minore alle autorità civili competenti. “La designazione di personale preparato e di protocolli specifici ai livelli più ampi dell’organizzazione della Chiesa permetteranno di assicurare un’azione adeguata quando l’abuso è riportato all’interno della comunità”, continua il documento. “L’impegno della Chiesa a rompere il silenzio frequentemente associato all’abuso e alla violenza sessuale, i suoi sforzi di difesa e giustizia per tutte le vittime, e l’azione deliberata di salvaguardare i bambini da tutte le forme di abuso e violenza contribuiranno molto alla recupero emozionale e spirituale di quanti sono coinvolti. La Chiesa ritiene l’educazione e la tutela dei bambini una responsabilità sacra”, conclude il testo.

- Violenza sulle donne e le bambine
“Noi, membri della Chiesa avventista del 7° giorno, alziamo la voce e ci uniamo a gli altri per far terminare la violenza sulle donne e le bambine. Le statistiche mondiali indicano che in tutte le società le donne e le bambine sono sempre più frequentemente vittime di violenza”. Azioni e minacce che portano alla sofferenza fisica e psicologica “sono incompatibili con l’etica biblica e la morale cristiana. … Stupri, violenze in famiglia, mutilazioni genitali, delitti d’onore, assassini per la dote, manipolazione, negazione della libertà personale, coercizione … A questi comportamenti gli avventisti dicono ‘facciamoli finire ora!’”. “La Bibbia consiglia ai cristiani di considerare il corpo come il tempio di Dio. Causare intenzionalmente sofferenza a un’altra persona profana ciò che Dio onora e perciò è un comportamento peccaminoso. Gli avventisti del 7° giorno si impegnano a rompere il ciclo della violenza perpetrata sulle donne e le bambine. Grideremo forte in difesa di vittime e superstiti tramite programmi di insegnamento, predicazione, studio della Bibbia e di sostegno. La Chiesa avventista cerca e accoglie partenariati e collaborazioni con altri organismi nell’affrontare questo problema globale. La voce collettiva di molti può salvare decine di migliaia di donne e bambine dal male e dalla sofferenza provocati dall’abuso e dalla violenza”. 

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L’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno, durante l’Assemblea amministrativa nazionale tenutasi a Pomezia nell’aprile scorso, ha redatto e approvato la sua dichiarazione di missione che l’accompagnerà nel prossimo quadriennio: 

“La ragion d’essere della Chiesa cristiana avventista è la missione e, prima di essere un compito, essa va interpretata come il sentirsi investiti immeritatamente dalla grazia di Dio. Inoltre essa è la meraviglia di scoprire che nasce da una missione che ci precede, quella di Dio stesso per noi avventisti che, a nostra volta, tentiamo di trasmettere agli altri, preservandone le caratteristiche. Il primo obiettivo di questa nostra missione è chi ci sta più vicino, le nostre comunità e le nostre famiglie. Dal successo di questa missione interna dipende l’esito di quella esterna. Ogni sforzo organizzativo e progettuale, di razionalizzazione delle risorse, di efficienza dei programmi o di salvaguardia dell’ortodossia, deve essere subordinato alla trasmissione forte, continuativa e felice, a tutte le fasce di età all’interno delle nostre comunità, della consapevolezza di essere stati voluti da Dio come suoi figli e figlie, quindi di essere “nati bene”, perché profondamente amati e desiderati da Dio in Cristo. Un’esperienza che si concretizza con successo nell’ambito dei piccoli gruppi. Il secondo obiettivo della nostra missione è rivolto verso l’esterno, verso chi non è come noi, non pensa come noi e che vogliamo guadagnare a Cristo e al suo regno. Il diverso da noi, religioso o laico che sia, prima di essere oggetto della nostra missione e del nostro amore ed interessamento, deve essere conosciuto, accettato, rispettato e riconosciuto anche nella “sua” missione. La nostra missione, inoltre, è quella di riconoscere ed interagire, anche criticamente, con le missioni che Dio ha dato agli altri gruppi e comunità. La specificità della nostra missione come avventisti è legata: alla proclamazione ripetuta e continuativa, nuova e sempre fresca della “grazia di Gesù Cristo” che produce un cambiamento possibile e positivo della propria vita; al sabato come testimonianza di un inizio e di “un’origine per grazia”, sana, felice e riuscita del progetto di Dio per l’uomo; al ritorno di Cristo come segno che il futuro o la sopravvivenza della chiesa e del mondo non sono il prodotto degli sforzi e delle strategie umane, comunque necessari, ma il “frutto della grazia” di Dio, concretizzata nel suo avvento. Noi, comunità e pastori ci impegniamo, sempre e comunque, nella ricerca e nell’attuazione di strategie e programmi per il raggiungimento di questi obiettivi, anche cogliendo le opportunità di ogni esperienza, positiva o negativa, che sia. 

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10 lug 2010

In estate si fanno vacanze di ogni tipo e spesso si rientra più stanchi e stressati di quando si era partiti. La settimana della salute Newstart è l’occasione per spendere bene le proprie vacanze e rientrare a casa ristorati e pronti a riprendere la routine. Si svolgerà dall’1 all’8 agosto, a Poppi, nella splendida cornice della natura toscana. Si tratta di un programma di benessere che ha dato tanti benefici a decine di persone in questi anni e la quota versata è fiscalmente deducibile dal reddito. Ecco le occasioni preziose che offre il Newstart: gestione dello stress; alimentazione naturale e di qualità; i benefici del riposo con massaggi rilassanti; i vantaggi dell’idroterapia con idromassaggio e sauna; consulenze individuali con il medico e lo psicologo; esercizio fisico, con escursioni affascinanti in mezzo alla natura toscana; corsi di cucina per sperimentare anche a casa una dieta equilibrata; i benefici della luce solare; informazioni ed esperienze pratiche sulla medicina dello stile di vita. Il tutto curato da un’équipe di esperti. Affrettati a prenotarti, i posti disponibili sono limitati! Per informazioni e prenotazioni: 055/2326289; info@vitaesalute.net; www.vitaesalute.net

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Il Comune di Pero, in provincia di Milano, ha contattato nei mesi scorsi la Lega Vita e Salute per chiedere di partecipare alla giornata di inaugurazione del Centro diurno di assistenza per anziani. Il 27 giugno, il gruppo che si occupa della Salutexpò nel nord dell’Italia ha dato quindi il suo importante contributo offrendo a circa 70 cittadini il check-up gratuito Salutexpò. Si tratta di un percorso dove è possibile misurare il proprio stato di salute, con analisi relative a peso, massa grassa, glicemia e colesterolemia, fino al calcolo dell’età biologica. Il medico, a conclusione del check-up, valuta i risultati e fornisce consigli utili per migliorare lo stile di vita e guadagnare salute per gli anni futuri. Piena soddisfazione è stata espressa dal Sindaco di Pero a conclusione del servizio offerto dalla Lega Vita e Salute.

[Visualizza le immagini delle t-shirt cliccando qui, per info: info@vitaesalute.net]

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Il vice ammiraglio Regina M. Benjamin, 18° direttore della Sanità degli Stati Uniti, ha espresso apprezzamento agli avventisti per il loro impegno nel vivere una vita sana. “È un grande onore essere qui con voi che mostrate tanto entusiasmo nel condurre uno stile di vita sano”, ha affermato Benjamin, 53 anni, rivolta ai delegati della 59° Assemblea della Chiesa avventista mondiale. “È stato veramente entusiasmante per me venire a conoscenza di tutte le considerazioni innovative che sono state espresse qui, nella Chiesa avventista, per fare della salute qualcosa che vivete e non soltanto qualcosa che vi accade; la comprensione basilare che mente e carattere sono essenziali nel piano di Dio, che il benessere riguarda l’intera persona e che la salvaguardia della salute è essenziale”. Benjamin ha anche espresso apprezzamento per l’opera di riforma sanitaria di W.K. Kellogg e di suo fratello John Harvey Kellogg, sovrintendente del Sanatorio di Battle Creek, nel Michigan, agli inizi dell’opera pro salute del movimento avventista. La scoperta dei principi della salute e della leadership all’inizio della sua carriera come membro del prestigioso Kellogg National Fellowship Program “è stato il mio primo contatto con il messaggio avventista del 7° giorno sullo stile di vita”, ha aggiunto. “È facile vivere bene quando altri vivono bene”, ha affermato Benjamin parlando dell’efficacia del diffondere stili di vita sani nella società. Ha poi raccomandato ai delegati di firmare il tesserino della temperanza da portare sempre con sé, ricordando la partecipazione della Chiesa avventista al programma “Let’s Move” della first lady americana Michelle Obama. “La prevenzione è il fondamento del nostro sistema sanitario nazionale pubblico”, ha aggiunto. Benjamin ha anche inveito contro l’uso del tabacco dimostrandosi favorevole a una società di non fumatori, soprattutto tra i giovani; ha promosso la prevenzione dell’aids, in particolar modo tra le donne e le ragazze; e parlato in favore della prevenzione delle violenze. “Attraverso tutte queste cose, abbiamo bisogno di lavorare per eliminare le disuguaglianze sanitarie.” Il direttore sanitario ha infine affermato: “Voglio incoraggiare gli americani ad avere un’alimentazione più sana, a fare esercizio regolarmente e avere uno stile di vita salutare. Poiché gli avventisti portano avanti questo messaggio, desidero lavorare con voi perché ci aiutiate a diventare una nazione e un mondo più sani e in buona salute. 

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Continuano ad Atlanta i lavori dell’Assemblea della Chiesa avventista del 7° giorno mondiale, iniziati mercoledì 23 giugno e che si concluderanno sabato 3. “Proclamare la grazia di Dio” è il il motto che accompagna le varie sedute amministrative, e l’argomento dei momenti spirituali e delle meditazioni di apertura e chiusura della giornata. In questi giorni i 2.400 delegati provenienti dai vari paesi del pianeta, hanno eletto la squadra che guiderà la denominazione nei prossimi cinque anni. Oltre a Ted N.C. Wilson, nuovo presidente, a G. T. Ng, nuovo segretario, e a Bob Lemon, riconfermato tesoriere, sono stati eletti anche: i nove vice presidenti della Chiesa mondiale, tra i quali è stata confermata Ella Simmons, unica donna; i direttori di 13 dipartimenti e i rispettivi direttori associati. “Cercherò la saggezza nella Bibbia, tra i consiglieri e nello Spirito di Profezia”, ha affermato Ted Wilson, dopo essere stato eletto. Il neo presidente ha poi domandato ai membri di chiesa di chiedere la guida di Dio e di pregare perché “lo Spirito Santo porti risveglio e riforma”. L’Assemblea ha anche nominato i presidenti, i segretari e i tesorieri delle 13 Divisioni, o regioni, mondiali della Chiesa. Per quanto riguarda la regione Euro-Africa, di cui fa parte l’Unione italiana delle chiese cristiane avventiste, sono stati confermati il presidente Bruno R. Vertallier, 61 anni, e il segretario Gabriel E. Maurer, 52 anni; nuovo invece il tesoriere Norbert Zens, 44 anni, che va a sostituire Peter R. Kunze, ormai prossimo alla pensione. I nomi dei vari dirigenti sono ogni volta scelti da una Commissione di nomina formata da 246 membri, che viene insediata il giorno di inizio dell’Assemblea e che propone alla totalità dei delegati i nomi che vengono poi discussi e votati. Il presidente avventista italiano, Franco Evangelisti di Ivo, è stato scelto a far parte di questa importante commissione. Ogni presidente di regione presenta all’assemblea dei delegati un rapporto del lavoro svolto durante il quinquennio nel suo territorio. Le presentazioni avvengono con l’ausilio di video e filmati, con la scenografia delle coloratissime delegazioni che sfilano sul palco nei loro costumi tradizionali, dando in questo modo una visione della grande varietà di etnie e culture che la Chiesa globale abbraccia. Durante il rapporto della Divisione Euro-Africa, anche la delegazione italiana ha sfilato sul palco. 

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Sabato 26 giugno l’Associazione Italiana Scout Avventista (Aisa), assieme ai membri ghanaensi della chiesa, ha organizzato un gazebo in via Garibaldi, per continuare il progetto a favore dei bambini di Songa. C’è stato un momento musicale particolare con le tipiche percussioni africane. Le persone che si avvicinavano hanno risposto dando un offerta e ricevendo in cambio una piantina donata dai bambini. Gli scout e gli animatori sono stati felici di poter fare qualcosa per gli altri bambini bisognosi. Ogni hanno gli scout Aisa della comunità avventista di Torino individuano un progetto di solidarietà in vista del quale organizzano delle attività. Quella di sabato, rientra tra le iniziative organizzate per portare avanti il progetto “Una stella per Songa”, che ha come obiettivo l’acquisto di attrezzatura medico-sanitaria e di farmaci necessari al buon funzionamento dei presidi ospedalieri del distretto di Songa. Nel periodo natalizio, si realizza una festa nel corso della quale si presenta con l’ausilio di un filmato il progetto scelto e si invitano le persone a contribuire. Per il nuovo anno si stampa un calendario con le foto delle diverse attività fatte dal gruppo scout, che è distribuito a parenti, amici e conoscenti in cambio di un contributo volontario. In aprile, si organizza un concorso di disegno e di pittura che culmina con la cerimonia di premiazione. I disegni possono essere poi presi lasciando un contributo per il progetto. Lo scorso anno, il club Aisa di Torino ha organizzato diverse iniziative per sostenere un progetto umanitario grazie al quale è stato acquistato del materiale didattico per la scuola del villaggio di Kpare Kpare, in Ghana. I ragazzi hanno consegnato un assegno di 2.000 euro per questo progetto.

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Tramonto

  • Oggi il sole tramonta alle ore 19:42

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Gli incontri di preghiera settimanali sono stati sospesi per il periodo estivo ma saremo felici di poter pregare per te singolarmente per tutta l'estate, basta scriverci.

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